“IlPresidente 1″ «Avrò attenzione e rispetto per tutti»

16/05/2006
    marted� 16 maggio 2006

    Pagina 2 -Primo Piano

    Napolitano presidente del dialogo
    �Avr� attenzione e rispetto per tutti�

      Promuove l’Italia del bipolarismo: tempi maturi per la democrazia dell’alternanza

        Antonella Rampino

          ROMA
          �Non sar� in alcun momento il presidente solo della maggioranza che mi ha eletto�. Sono le 17 e quarantacinque in punto, e la cartella che Giorgio Napolitano sta leggendo davanti al Parlamento � la numero venti. L’ultima. Il modo con il quale sceglie di lanciare il messaggio che tutti i suoi moderni predecessori, anche Ciampi, anche Scalfaro, hanno lanciato alla Nazione al momento del loro insediamento, � molto di pi� che un semplice �Sar� il Presidente di tutti�. Sta tutto in quel �non sar�, non sar� solo della parte cui appartengo. Ed � molto pi� forte: �Avr� attenzione e rispetto per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete; dedicher� senza risparmio le mie energie all’interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte�. L’applauso che arriva, qualcuno li ha contati e questo � il trentunesimo, � il pi� trascinante. Quello al quale anche Berlusconi infine sia pur flebilmente partecipa, prima di alzarsi e lasciare per primo l’Aula, scuro in volto. Non a caso. Durante i quaranta minuti di messaggio alla nazione, le parole ricorrenti di Napolitano saranno �maturit�, �sobriet�, �senso del limite�: valori, e richiamo a uno stile che � facile notare come perfettamente diversi, e in verit� propriamente opposti, allo stile-Berlusconi.

            Forte travaglio
            E’ la chiosa politica di un forte discorso politico, per quanto istituzionale e rigoroso, iniziato tratteggiando con lucidit� la stessa condizione di una Legislatura che �si � aperta nel segno di un forte travaglio e a conclusione di un’aspra competizione elettorale, dalla quale gli opposti schieramenti politici sono emersi entrambi largamente rappresentativi del corpo elettorale�. Non si nasconde Napolitano che uno dei due schieramenti ha �sia pur lievemente prevalso sull’altro�: il fatto che gli spetti adesso di governare il Paese � �la naturale espressione del principio maggioritario che l’Italia ha assunto da quasi un quindicennio�. E’ proprio per questo, � proprio perch� siamo nel bipolarismo, �evoluzione� dalla quale beninteso �non si torna indietro�, che occorre �coltivare i rapporti tra maggioranza e opposizione�. Certo, il momento non � sereno, �si � instaurato un clima di pura contrapposizione e incomunicabilit�. Ma, ecco il vero slogan del suo settennato, �� venuto per l’Italia il tempo della maturit� per la democrazia dell’alternanza�. Il luogo per esercitarla c’�: � il Parlamento. Le forze politiche dovranno impegnarvisi, la politica deve �recuperare� il suo ruolo �nella vita del Paese e nella coscienza dei cittadini�, rifuggendo �esasperazioni e immeschinimenti�. Insomma: la via � quella della legittimazione reciproca. Ed � una via obbligata. Ne va del �bisogno di serenit� ed equilibrio degli italiani�.

              Perfetta continuit�
              Vale anche per la Resistenza: intanto, � in perfetta continuit� (con buona pace dei revisionismi) e anzi �il culmine� del Risorgimento. Poi in essa �ci si pu� ritrovare�: nel rispetto della memoria di tutti, ma riconoscendo �la liberazione dal nazifascismo�. In questa cornice politica, molti altri messaggi hanno composto la prima fotografia di quel che Napolitano intende come proprio magistero, guardando al futuro con i piedi ben piantati nel sentiero maestro dei valori costituzionali: �Il riconoscimento concreto del diritto al lavoro, assai lontano dal realizzarsi�, anche per �la precariet� e le mancanze di garanzie� (altro applauso non pienamente condiviso). Il superamento vero delle differenze di razza, con l’apertura della nostra societ� ai diritti degli immigrati, i quali �contribuiscono alla nostra prosperit�, e �delle formidabile risorse femminili non mobilitate e non valorizzate, n� nel lavoro n� nella vita pubblica�, evocate attraverso l’esempio di Nilde Iotti. Stato e Chiesa indipendenti e sovrani, e anche pluralismo e libert� per le varie confessioni religiose. La politica per il Mezzogiorno e la vocazione euromediterranea. L’importanza delle �comunit� intermedie�, il volontariato, il no profit. La libert�, la sicurezza, la giustizia di fronte al terrorismo internazionale: e qui Napolitano cita �l’azione efficace e congiunta di magistratura e forze dell’ordine�. Berlusconi, inopinatamente e sempre flebilmente, per la prima volta applaude: come An, che plaude all’elogio delle �forze dell’ordine�.

                Crisi internazionali
                Il cuore del discorso, e anche quello di Napolitano, batte sull’Europa. La crisi che l’ha investita va combattuta, l’Italia deve riprendere il suo ruolo propulsore di Paese Fondatore. Un impegno �che il presidente Ciampi ha in questi anni appassionatamente indicato�. E al quale, ma questo non lo dice, Napolitano ha sommessamente ma non poco contribuito, suggerendo ad esempio nel febbraio del 2003 a Ciampi di indirizzare un richiamo europeistico a Berlusconi. E’ l’Europa, � la politica internazionale, dice ancora, il campo del confronto e dell’auspicabile consonanza tra maggioranza e opposizione. Quanto alle crisi internazionali, presenti e future, �il ritiro dall’Iraq compete al Parlamento�, a tutti cercare la stabilizzazione dell’Afghanistan, e �uno sbocco positivo� alle tensioni con l’Iran. La vera sorpresa, per�, stava all’inizio: Napolitano, che per una vita ha considerato gli interventi armati �umanitari� gi� previsti dallo statuto delle Nazioni Unite, ha ricordato il costituzionale �ripudio della guerra�. E’ stato davvero quello di ieri il discorso di chi sar� un Presidente di tutti. Di chi sta a destra, di chi sta al centro, ma anche di chi sta a sinistra.