Ilo, Italia vince in discriminazione

07/04/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
083, pag. 7 del 7/4/2004

Ilo, Italia vince in discriminazione (41%)

Va all’Italia il primato della discriminazione degli immigrati nell’accesso al lavoro. Tra cittadini e stranieri, infatti, i primi riescono a ottenere meglio il posto di lavoro a parità di competenze. A dirlo è l’Ilo, l’organizzazione internazionale del lavoro, che su cinque paesi Ue messi sotto indagine per misurarne il grado di discriminazione degli stranieri ha trovato che l’Italia ha il livello più alto: 41%, contro il 19% della Germania, e i pur notevoli 33% del Belgio, 36% e 37% di Spagna e Paesi Bassi. I risultati della ricerca sono stati presentati ieri a Roma da Patrick Taran, dirigente dell’Ilo.

- I risultati della ricerca. Lo studio si è basato sull’osservazione di ´attori’ immigrati e nazionali, con identiche caratteristiche, che hanno risposto agli stessi annunci di lavoro in tre città: Roma, Torino e Napoli. Gli attori stranieri erano tutti giovani marocchini, nazionalità più numerosa tra gli stranieri in Italia e abbastanza diffusa un po’ per tutto il territorio e i settori produttivi. Quando veniva individuata un’opportunità di lavoro adeguata, due attori, un marocchino e un italiano, telefonavano al recapito indicato a pochi minuti l’uno dall’altro. E da questo contatto iniziale poteva poi scaturire l’appuntamento per un’intervista, il colloquio, la proposta di assunzione. In ognuno di questi passaggi i ricercatori hanno misurato il differenziale di rifiuto di una nazionalità rispetto all’altra. E i risultati dicono che nel caso delle telefonate, ad esempio, questa percentuale è stata del 26,6%, con 154 casi in cui è stato invitato al colloquio il solo lavoratore italiano contro 12 in cui è successo il contrario. Nel complesso, il tasso totale di discriminazione secondo l’Ilo è del 40,9%. La discriminazione è distribuita omogeneamente nelle tre città. Nei settori il tasso più alto di rifiuti è la ristorazione (52,2%), seguita dal commercio in genere (36,7%): insomma i campi in cui è richiesto il contatto con la gente. Il grado più basso di discriminazione, invece, è nell’edilizia (31,3%), mentre nell’industria e nei servizi è al 42%.

- Le possibili cause. L’Ilo avverte che l’Italia attira immigrazione irregolare più di altri paesi Ue e che a sua volta si nutre di una forte domanda di servizi domestici e cura alla persona. A parziale (e ipotetico) ridimensionamento di questa lettura dei dati, l’Ilo ricorda che forse può aver pesato la percezione dell’affidabilità della minoranza marocchina considerata.