ILO: Global Dialogue Forum on the Role of Private Employment Agencies

Global Dialogue Forum on the Role of Private Employment Agencies (Geneva, 18-19 October 2011)

Lo scorso 18 e 19 Ottobre si è svolto a Ginevra il global forum tripartito finalizzato alla discussione del ruolo delle agenzie per il lavoro nella promozione del lavoro decente e nel miglioramento del funzionamento del mercato del lavoro nel settore dei servizi privati.

I partecipanti sono stati:
UNI Global Union e loro affiliati (per l’Italia Filcams CGIL con Sergio Pennati e Mara Riboni, FISASCAT-CISL con Dario Campeotto) IUF e loro affiliati – CIETT e loro affiliati- Rappresentanti governativi mondiali

I punti di discussione in agenda sono stati:
1.Il contributo delle agenzie per il lavoro private nella creazione di lavoro e per il lavoro decente
2.Agenzie per il lavoro private – Regolamentazione , monitoraggio e controlli
3.Condizioni di lavoro e diritti dei lavoratori delle agenzie per il lavoro
4.Promozione del dialogo sociale a livello di impresa/settoriale/nazionale riferito alle agenzie per il lavoro
All’apertura del forum , dopo la definizione dei rispettivi portavoce UNI/IUF e CIETT , UNI ha contestato i contenuti del documento di discussione inviato dall’ILO prima del forum poiché tale documento contiene informazioni errate, riferimenti legislativi inesistenti ed in generale delle ricerche e dati incompleti ed orientati dalla parte di CIETT e ritenuti quindi non oggettivi ed imparziali. Si chiede per il futuro che vengano redatti documenti con ricerche più ampie ed in generale con contenuti imparziali.
Si passa quindi alla discussione del punto 1 sul quale CIETT sostiene che le agenzie per il lavoro hanno creato più di 3.000.000 nuovi posti di lavoro combattendo il lavoro nero. La disoccupazione post crisi e che le agenzie applicano le leggi sul lavoro. UNI dissente da tale affermazione dichiarando che le agenzie per il lavoro non creano assolutamente posti di lavoro e che la natura precaria del lavoro interinale e la relazione triangolare agenzie/lavoratore/impresa utilizzatrice di fatto peggiora le condizioni di lavoro degli interinali soprattutto in quei paesi extra Europa dove le leggi/i CCNL sono lacunosi o assenti e dove comunque , anche al di fuori della legge, le agenzie per il lavoro operano. Seguono esempi da parte di CIETT, UNI e Governi di buone e cattive pratiche rispetto al tema del lavoro decente . La situazione Italiana in questo contesto viene citata sia da UNI che da CIETT come esperienza positiva in quanto ben regolamentata. UNI conclude stigmatizzando l’uso che viene fatto del lavoro interinale in alcuni paesi (p.es Brasile) dove si usa il lavoro interinale per rimpiazzare senza regole e limiti il lavoro diretto e a tempo indeterminato.
Si passa quindi alla discussione circa il punto 2 , rispetto alla quale UNI precisa che il lavoro deve essere permanente, che non si devono usare le agenzie per il lavoro per rimpiazzare i lavoratori diretti a tempo indeterminato e per ridurre i diritti dei lavoratori. In questo contesto la posizione UNI è che ratifica della convenzione 181 vada comunque supportata ma come punto di partenza ed a condizione che si provveda poi a livello nazionale alla creazione di leggi e CCNL che garantiscano i lavoratori interinali. Si specifica rispetto alla convenzione 181 che tale convenzione riguarda la protezione dei lavoratori non delle agenzie per il lavoro, quindi tale convenzione non va strumentalizzata. Viene anche constatato dopo aver ascoltato alcuni esempi negativi (p.es Turchia rispetto alle convenzioni 187, 181 e raccomandazione 198, 188) che se le convenzioni vengono ratificate ma i governi non vigilano sulla loro applicazione, così come sulla applicazione delle leggi del settore, si assiste ad una perdita di diritti per tutti i lavoratori. CIETT contesta che la loro idea di forma primaria di lavoro è quella di lavoro decente, legale e sicuro e che le agenzie sono in prima linea nella difesa dei lavoratori sia applicando le leggi, sia con la contrattazione sia attraverso l’applicazione di codici etici. CIETT rivendica il diritto di libertà di associazione e di contrattazione.
Si passa quindi alla discussione del punto 3 , CIETT argomenta come le agenzie per il lavoro aiuti a proteggere i lavoratori ed ad assicurare loro migliori condizioni di lavoro rispetto alle forme di lavoro precario. Vengono portati molti esempi positivi principalmente di paesi europei dove vengono garantiti ai lavoratori protezione sociale, formazione professionale, mutua complementare, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro ed in generale un trattamento “giusto”. UNI contesta che gli esempi buoni sono solo in Europa ma che guardando ai paesi extra europei la situazione e molto diversa da quella illustrata da CIETT, i lavoratori interinali affrontano molti problemi derivanti sia rispetto al loro potere negoziale sia rispetto alla relazione di lavoro triangolare nella quale si trovano coinvolti e che di fatto impedisce ai lavoratori di avere una controparte con la quale far valere le loro recriminazioni. Viene segnalato che il trattamento dei lavoratori interinali rispetto agli altri lavoratori non deve essere solo “Giusto” ma anche “Equo” e viene chiesto ai Governi di dare su questo il loro contributo. UNI risolleva il tema del lavoro interinale utilizzato dalle imprese utilizzatrici per sostituire e distruggere il lavoro diretto a tempo indeterminato.
Si affronta quindi il punto 4, CIETT afferma che la propria organizzazione è al primo posto per trovare con i governi luoghi favorevoli per facilitare il dialogo sociale e che il dialogo sociale viene sostenuto in anche a livello settoriale, richiedendo quindi che le agenzie per il lavoro vengano riconosciute come settore a se stante, seguono esempi positivi di come il dialogo sociale abbia portato miglioramenti in alcuni paesi. UNI denuncia come esistano due realtà parallele, da un lato i paesi europei dove la situazione è tendenzialmente buona e dall’altro gli altri paesi (p.es Brasile) dove non c’è dialogo sociale e le agenzie per il lavoro e le imprese utilizzatrici si palleggiano la responsabilità di dialogare con i sindacati. UNI non riconosce le agenzie per il lavoro come un settore a se stante, è indispensabile che sia le imprese utilizzatrici sia le agenzie per il lavoro dialoghino con i sindacati per discutere di condizioni di lavoro e di diritti (viene fatto l’esempio della UNILEVER in India e Bangladesh).
Terminato il confronto sui 4 punti in agenda il segretariato ILO ha prodotto una bozza di punti di consenso da discutere con le parti sociali ed i governi (allegato)
Purtroppo il forum non è finito con un documento di consenso condiviso tra le parti poiché non è stata possibile una mediazione sui parecchi punti di divergenza su i temi in agenda.
La discussione sui punti di consenso proposti dalla segreteria è stata molto accesa. CIETT voleva inoltre aggiungere a quanto in discussione l’approvazione dei punti di consenso risultanti dall’ultimo incontro (quello del 2009 ) UNI si è opposta poiché tali punti vennero raggiunti due anni fa e senza IUF . Inoltre i punti di consenso 2009 non sono stati ne ripresi ne ridiscussi ne verificati nel corso del Forum 2011.


L’incontro si è chiuso alle 21.00 non c’è stata la possibilità di raggiungere il consenso.

in allegato :

    • la proposta di punti di consenso preliminari emessa dalla segreteria ILO
    • la bozza dell’ultima stesura dei punti di consenso che avremmo potuto concordare .


    A cura di Mara Riboni

    RSA Manpower Filcams CGIL