“ilBuco” Nella manovra bis un altro miliardo di tagli

17/10/2005
    sabato 15 ottobre 2005

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    CONTI PUBBLICI VIA AL DECRETO DA DUEMILA MILIONI DI EURO. TREMONTI: NULLA DI DRAMMATICO. NUOVA VENDITA DI IMMOBILI E SFORBICIATA PER MINISTERI, INPS E INAIL

      Nella manovra bis un altro miliardo di tagli

        La tassa sul tubo sostituita con un provvedimento che rischia di ricadere sulle bollette di luce e gas

          Giorgio Levi

            Addio tassa sul tubo. Il governo ci ripensa, nella manovra correttiva dei conti pubblici 2005 cancella il deprecato provvedimento e approva una manovra bis da 1,9 miliardi di euro. Di questi, 1,1 miliardi arriveranno dal cosiddetto «taglia spese». Un conto leggero, Tremonti è rassicurante: «E’ un piccolo decreto legge, nulla di drammatico». Sufficiente «per rispettare l’obiettivo del deficit/Pil al 4,3%. Adesso siamo tranquilli sul raggiungimento dell’obiettivo». Sollevato il presidente del Consiglio perché «il governo non metterà le mani nelle tasche dei cittadini». La manovra bis, assicura Berlusconi, apre «una prospettiva di rilancio della crescita e dello sviluppo». Ottimista a oltranza, il premier sostiene di non «prendere sul serio di dati sul Pil perché mai come ora ci sono stati tanti italiani al lavoro e il 50-60% dei disoccupati lavora in nero».

              Il decreto porta a nuove strette e ulteriori chiusure di rubinetti, dalle quali sembrano esclusi enti locali e sanità. Un altro contributo ai conti pubblici arriverà da norme per velocizzare la vendita di immobili pubblici e da un maggior prelievo sulle società del settore energetico. Un provvedimento che interessa, non solo i grandi gruppi, ma anche le società locali.

                LA STRETTA SULLE SPESE. Dice Tremonti: «E’ stata accettata da tutti i ministri e riguarderà le spese intermedie, cioè quelle per beni e servizi». La riduzione del 30% delle spese residue vale 1.150 milioni, che si aggiungerà al tetto del 2% previsto dalla vecchia Finanziaria. La stretta interessa «le spese del bilancio dello Stato e degli enti pubblici non territoriali» (Inps e Inail), con l’esclusione di Difesa, sicurezza e soccorso. In particolare, per il 2005 verranno ridotte le dotazioni dei ministeri, ma anche di enti come l’Ice, l’Isae e l’Istat. Dai tagli del governo sono esclusi pure le Asl, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e le istituzioni scolastiche. Il decreto prevede che le somme provenienti dalle riduzioni andranno versate entro il 30 giugno prossimo.

                  VIA LA TASSA SUL TUBO. Contestata e osteggiata dalle grandi compagnie energetiche esce di scena la «tassa sul tubo» che nella prima versione della Finanziaria andava ad impattare sul conto economico, e quindi sugli utili, di Snam Rete Gas e Terna, le due maggiori aziende italiane proprietarie delle reti di gas ed elettricità. Avrebbe portato al Tesoro 2,5 miliardi di euro in tre anni. Il nuovo decreto disciplina in maniera diversa ai fini fiscali, rimodulandolo «l’ammortamento dei beni materiali strumentali per l’esercizio delle attività regolate, relative alla distribuzione e trasporto di gas naturale e alla distribuzione di energia elettrica e gestione della trasmissione nazionale dell’elettricità». La stretta non riguarda soltanto i giganti di settore (Snam Rete Gas e Terna) ma tutte le aziende di distribuzione e trasporto, quindi anche le municipalizzate e le piccole aziende locali. Le nuove disposizioni sugli ammortamenti (che in pratica rappresentano per le società un costo già contabilizzato) si applicano dal 2005, quindi nella determinazione dell’acconto dovuto ai fini di Ires e Irap. Imposizione da pagare subito, dunque. Comporterà un esborso complessivo di 750 milioni, 800 milioni a regime.

                    VENDITA IMMOBILI. Spiega Tremonti: «Si tratta solo di norme procedurali e molto tecniche, non c’è quindi il calcolo di un quantum». Di fatto, la manovra facilita la vendita di immobili dello Stato non abitativi con «prioritario riferimento a quelli il cui prezzo di vendita sia fissato secondo criteri e valori di mercato». L’Agenzia del Demanio ha ora il via libera a «vendere a trattativa privata, anche in blocco, i beni immobili di patrimonio dello Stato». I ricavi non sono dunque quantificabili, quello che è certo è che il patrimonio immobiliare statale subirà un ulteriore assottigliamento.

                      LE REAZIONI. Fronte unico di opposizione e sindacati: governo irresponsabile, manovra inutile, situazione del tutto fuori controllo. Epifani (Cgil): «La manovra bis conferma un altro tentativo maldestro di provare a mettere ordine nei conti pubblici». Erminio Quartiani (Ds): «La nuova tabella sugli ammortamenti nel settore energetico farà aumentare luce e gas». Il governo sta gestendo la Finanziaria in modo caotico, spiega Enrico Letta (Margherita). Puntualizza: «Di fatto non c’è più la Finanziaria». La Commissione Ue, infine, rinvia a dopo il 12 gennaio ogni considerazione sulla correzione dei conti. Per quella data, in base alla raccomandazione dell’Ecofin di luglio, l’Italia dovrà presentare a Bruxelles misure efficaci per tagliare il deficit dell’1,6% del Pil nel biennio 2006-07.