Ilaro Ghiselli, di Mercatone Uno “Il mercato del mobile in Europa”

mercati
Europa in forza

di Paola Leone

TREND. Dal Rapporto di Previsione sul Mobile in Italia e in Europa di Csil emerge un 1998 in cui saranno proprio i Paesi dell’Europa Unita a guidare la ripresa dei consumi.

Autocritico e costruttivo è apparso l’atteggiamento degli esponenti di alcune delle più significative realtà del settore nel nostro Paese, durante l’annuale e ormai tradizionale presentazione del "Rapporto di Previsione sul Settore del Mobile in Italia e in Europa", organizzata a Milano da Csil, Centro Studi Industria Leggera. Fiducioso e cautamente ottimista è sembrato invece quello dei due economisti di Csil, Mino Politi, e di Prometeia, Angelo Tantazzi.
La parola chiave emersa dal dibattito sembra essere comunque "ripresa". Una ripresa che riguarda proprio il mercato europeo e che in particolare per Italia, Germania, Francia e Regno Unito, nel 1998 avverrà su più fronti: produzione (da – 0,3% del ’97 a +2,3%), consumi interni (da -0,3% del ’97 a + 2,7%) e, di conseguenza, anche esportazioni (da 3,4% del ’97 a +4,3%) e importazioni (da 3,3% del ’97 a 6,1%).
In Germania, Francia, Italia la ripresa della produzione sarà trainata da quella dei consumi interni già avviata negli ultimi mesi del 1997.
Il mercato britannico, che in linea con la sua economia ha registrato un andamento anomalo del settore mobiliero anche nel 1997 con dati in espansione, risulterà essere ancora il più dinamico, con incrementi dei consumi attorno al 4% e delle importazioni attorno al 6%.

Lenta risalita

L’Italia, seppur in linea con le tendenze che caratterizzano gli altri tre maggiori Paesi europei, per il settore del mobile manifesta delle peculiarità proprie, legate al tipo di scelte economiche attuate a livello governativo soprattutto nell’anno 1997, e ci riferiamo in particolare agli incentivi promossi a sostegno del mercato dell’auto.
"Fino a che vi saranno interventi economici di carattere congiunturale o straordinario non si potrà fare alcun tipo di previsione sulla distribuzione dei consumi, né si potrà ipotizzare verso quale settore si sposterà il potere d’acquisto delle famiglie italiane" ha commentato a questo proposito Angelo Tantazzi. "Questi provvedimenti sono utili solamente nell’immediato e di fatto non risolvono la crisi di un settore".
Nel 1998 il PIL avrà comunque una variazione percentuale significativa: dallo 0,7 del 1996 e dall’1,3 del ’97 arriverà al 2,3 nel 1998. E solo nel 1998, dopo anni di segno fortemente negativo, si assisterà finalmente ad una ripresa, lenta, anche nel settore del mobile.
"Ma non sarà un evento immediatamente visibile" ha spiegato Mino Politi, vicepresidente di Csil. "Poiché negli ultimi cinque anni il calo dei consumi in Italia è stato pari al 30%, l’aumento del 3%, previsto per il 1998, sembrerà irrilevante. È invece un dato positivo, un’inversione di tendenza rispetto ad una situazione completamente stagnante". Altro elemento rassicurante risulta anche l’unificazione monetaria europea. Si presuppone che in Italia, come nel resto dei paesi membri, avendo ormai completato il processo di risanamento economico richiesto, verrà ridotta la pressione fiscale con conseguenze positive sui bilanci sia delle aziende che delle famiglie.



Imprese e strategie

Come si pongono allora, pragmaticamente, le imprese del settore nei confronti di una situazione per molti aspetti positiva?
Tra i produttori si fa sentire la necessità di un impegno ancora maggiore per poter essere competitivi sul mercato europeo come "nuova" dimensione a cui rapportarsi per assecondare lo sviluppo dei prossimi anni.
Per
Maurizio Mazzucchelli, di B&B Italia, "per poter competere sul mercato interno ed estero bisogna saper "marcare" le differenze. Nel nostro caso porremo l’accento sul ruolo di B&B Italia come azienda votata alla ricerca. La proposta del prodotto si svolge in termini qualitativi, che riguardano i materiali, i rapporti con il cliente, il design". Come sostiene Mino Politi, l’incentivazione della domanda deve partire dall’interno del settore attraverso l’analisi dei bisogni e la messa in atto di scelte mirate per competere con nuovi beni di consumo. Dello stesso parere è Ilaro Ghiselli, di Mercatone Uno, tra i maggiori operatori del settore, con 47 punti vendita aperti dal 1983 ad oggi.
"Nel corso del ’97 i livelli di consumo nel mobile sono stati rallentati dall’effetto "droga" della rottamazione dell’auto ma questo non significa che le famiglie abbiano smesso di consumare. Bisogna perciò creare i presupposti per il successo proprio all’interno, partendo dalla volontà di migliorare l’azienda in primo luogo e contribuire così alla crescita generale". A questo proposito, Ghiselli ha presentato un programma articolato destinato a rafforzare le proprie strategie di vendita a partire dall’informazione e dall’aggiornamento professionale del personale interno, dall’incremento del mix merceologico e delle forme di finanziamento e di credito al consumo, fino all’aumento del livello di redditività dell’impresa e all’innalzamento della qualità del servizio. Per
Riccardo Sarfatti, di Luce Plan, realtà produttiva nata nel 1978, con un fatturato di 35 miliardi nell’ultimo anno, il 1998 sarà un anno connotato dal consolidamento delle proprie strategie. Gli interventi coinvolgeranno le strutture, con l’aumento delle superfici produttive, il management, con l’assunzione di nuove figure dirigenziali, il prodotto, con il contenimento della proliferazione dei modelli e la messa a punto di poche novità (cinque). Vi sarà anche il consolidamento delle strutture commerciali con l’apertura di sedi in Germania e Usa che possano compensare degli arretramenti nel mercato nazionale ed europeo. Sarfatti ha posto l’accento anche sulla distribuzione, per la quale sono necessari nuovi canali di vendita, diversi dai tradizionali (vedi Brico Center, Garden Center, vendita per corrispondenza, eccetera), che possano agevolare la penetrazione del prodotto sul mercato.



Andamento del settore del mobile nei quattro Paesi* 1995-1999.
Variazioni annue percentuali a prezzi costanti
 
1995
1996
1997
1998
1999
Produzione
0,4
-0,3
-0,3
2,3
2,9
Consumo
-1,8
0,4
-0,3
2,7
3,5
Esportazioni
9,2
3,3
3,4
4,3
5,0
Importazioni
1,6
5,6
3,3
6,1
7,3
          *Francia, Germania, Italia, Regno Unito
          Fonte:Csil

Nuove prospettive di sviluppo

In una visione più ampia "per il settore del mobile i pericoli maggiori saranno legati all’aumento di prezzo delle materie prime, un dato che i produttori devono già tener presente" avverte Politi.
"L’Italia rappresenta una realtà produttiva anomala poiché è un paese ricco, è il primo paese al mondo per l’export (copre il 23% delle esportazioni mondiali) ed è anche un grande produttore (il quarto, con l’11% della produzione mondiale) ma è assolutamente povero di materie prime".



Per quanto riguarda l’export, in futuro l’Italia rinforzerà i mercati tradizionali (Europa occidendatale, Stati Uniti e Canada) e potenzierà quelli già aperti dell’Europa dell’Est, Russia in primis.
Tra i mercati emergenti avranno sempre maggior rilievo i paesi del sud-est asiatico, la Cina, il Sudamerica e l’America Centrale.
"Qui non sarà sufficiente vendere i prodotti ma diventerà indispensabile fornire know-how (affrontando i rischi che questo comporta), tecnologie, idee" ha continuato Tantazzi.
"L’intento sarà "fare impresa" con il produttore italiano, che dovrà rendersi disponibile verso joint-venture, alleanze in grado di coinvogere diverse figure professionali, operazioni di ampio respiro fondate su una grande elasticità operativa. È evidente come all’interno di un simile quadro diverrà sempre più importante l’associazionismo, l’unità delle categorie, indispensabile per la realtà produttiva del nostro settore, connotata da una netta prevalenza di piccole aziende".



Concorde Giampaolo Ferretti, presidente del Cosmit e anche Enrico Pirovano, di Federmobili, che ha posto l’accento sulla distribuzione, quale elemento di interazione tra l’industria e l’utente finale, e sulla necessità di interventi a sostegno del settore.
Interventi che, come specifica Minotti, del CNA, potrebbero essere incentivati in ambito comunitario e dovrebbero essere considerati provvedimenti di tipo strutturale come, ad esempio, l’IVA ridotta al 4-5 % per l’acquisto e la ristrutturazione della casa. E, quindi, per l’arredamento.



Il settore del mobile nei maggiori Paesi industriali 1996
Dati in milioni di ECU, valori correnti.
 
Totale 4 Paesi
Italia
Francia
Germania
Regno Unito
Produzione
44.978
15.053
5.761
18.716
5.449
Consumo int. apparente
41.800
8.695
6.482
20.549
6.075
Esportazioni
12.438
6.790
1.547
3.195
905
Importazioni
9.260
432
2.268
5.028
1.531
           
Importazioni/consumo%
22,2
5,0
24,5
35,0
25,2
Esportazioni/produzione%
27,7
45,1
17,1
26,9
16,6

Fonte:Csil per l’Italia; Istituti statistici nazionali per gli altri Paesi



Il quadro macroeconomico

Lo sfondo su cui è stato presentato il Rapporto di Previsione è un quadro macroeconomico sostanzialmente positivo in cui il "prodotto interno lordo mondiale e commercio mondiale di merci e servizi sono previsti crescere nell’anno in corso e nel biennio previsionale 1998-1999 a ritmi sostenuti e senza rallentamenti: il primo sopra il 3% all’anno, il secondo sopra il 6%. Le previsioni di un buon andamento dell“economia mondiale non subiscono significative revisioni verso il basso, nonostante a metà anno i paesi di punta del ciclo espansivo trainato dalle economie emergenti, quelli del sud-est asiatico, siano stati interessati da una profonda crisi finanziaria. In conseguenza della crisi, le monete di questi paesi si sono svalutate, creando problemi al Giappone, che esporta verso quest’area il 40% dei prodotti, e non riesce a rilanciare la propria economia, nonostante la politica monetaria fortemente espansiva, con un tasso di sconto pari allo 0,5%". L’effetto Asia comporterà invece solo un rallentamento della crescita del Pil negli Stati Uniti che da anni ha un’economia in ascesa. Per quanto riguarda l’Europa la previsione è tutta di segno positivo. "Avendo ormai completato il risanamento economico richiesto dall’unificazione monetaria, diminuirà la pressione fiscale, permettendo una maggiore crescita della domanda interna. Questa non dovrà superare la crescita del Pil, nelle intenzioni dei ministri dell’economia, ma si avvicinerà molto. Pur a piccoli passi, il Prodotto interno lordo dell’Unione Europea dal 1998 al 2000 si avvicinerà ad una variazione annua poco sotto il 3%. Anche la ripresa avrà comunque un suo rovescio della medaglia, ovvero "il rialzo dei prezzi in dollari delle materie prime: quelle alimentari già avvenuto nel ’97, quelle non petrolifere e petrolifere dal 1999. Le prime stime non mostrano tuttavia riflessi a breve termine sull’inflazione in Occidente".



Il quadro macroeconomico 1996-1998
 
1996
1997
1998
1999
PIL mondiale
3,0
3,3
3,2
3,4
PIL dei 7 grandi*
2,3
2,6
2,4
2,6
PIL Unione Europea
1,7
2,4
2,6
2,7
Commercio Internazionale
5,9
6,2
6,7
8
Prezzi internazionali in dollari:        
    • alimentari
-2,2
6,5
5,9
7,4
    • materie prime non petrolifere
-10,2
1,5
2,5
8,5
    • petrolio
19,8
-2,5
0,2
5,1
    • manufatti
1,5
-4,2
2,6
3,8
Inflazione Unione Monetaria (1)
3,0
2,1
2,3
2,3

*Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna
(1) deflatore dei consumi

Fonte: Prometeia

1998