Il viaggio senza fine del malato Cit

09/01/2006
    giovedì 5 gennaio 2006

    FINANZA & MERCATI – Pagina 25

    PARTERRE

      Il viaggio senza fine del malato Cit

        Il salvataggio Cit assomiglia sempre più a un’estenuante telenovela. Ieri c’e stato l’ennesimo vertice interlocutorio tra il tour operator in crisi e i cavalieri bianchi impegnati a tentare il rilancio.

        Giusto che prima di alzare bandiera bianca si tentino tutte le strade, ma nel caso della compagnia turistica, che è un marchio storico ma non si può certo definire un asset strategico per il Paese, forse si sta esagerando. La crisi di Cit, sempre più grave, va avanti da quasi un anno e mezzo. E salvare il malato è via via più difficile nel susseguirsi di trattative con i vari cavalieri bianchi che si sono fatti avanti, finora senza successo, nel corso dei mesi (l’ultimo in ordine di tempo è il Gruppo Soglia).

        I conti di Cit sono ormai al dissesto: nel 2004 il gruppo ha perso 97 milioni. Nell’azienda non c’è più patrimonio (negativo per 46 milioni). E, durante l’anno che si è appena chiuso, non pare di capire che la situazione sia migliorata, anzi.

        Se Cit si può salvare, che lo si faccia subito perché il tempo è ormai scaduto. Altrimenti si vada al commissariamento. Perché ogni giorno che passa rende più difficile, e finanziariamente oneroso, qualsiasi intevento. Senza considerare, poi, che Cit, nonostante sia stata congelata in Borsa ormai da molto tempo, è pur sempre una società quotata, e una decisione in tempi brevi, qualsiasi essa sia, andrebbe presa anche nell’interesse dei piccoli risprmiatori. (S.Fi.)