Il viaggio della Cit pagato dagli italiani

14/06/2005
    martedì 14 giugno 2005

      FINANZA – pagina 35

      Il viaggio della Cit pagato dagli italiani

      Quanto costa mantenere la Cit? Pubblica di origine, ceduta nel 1997 dalle Ferrovie dello Stato ad un prezzo poi rivelatosi in effetti meno della metà a causa di rettifiche effettuate. Successivamente gestita male, o quantomeno sfortunata, visti gli ambiziosi progetti allora presentati. Ed ora nuovamente a chiedere aiuto: 10 milioni al Governo, che poi è come chiederli alle tasche degli italiani, dopo quasi un anno di crisi e le trattative in corso per il possibile ingresso dell’imprenditore Benito Benedini. Non si capisce, però, perché quando un’impresa va male, le perdite se le debbano prendere i cittadini.

      Senza considerare che Cit non opera in un settore strategico e non ha asset industriali da salvaguardare: gli altri concorrenti rispondono in prima persona delle fortune (o sfortune) imprenditoriali. Certo, a tutti farebbe piacere poter garantire ai dipendenti Cit un futuro tranquillo.


      Tuttavia, in un contesto di risorse finanziare scarse, queste, se date a taluni, non possono essere date ad altri.


      E allora, perché proprio a Cit? Quali meriti particolari ha dimostrato Cit per meritarsi tanta attenzione rispetto a molti altri casi? E se proprio salvataggio deve essere, almeno ognuno faccia la propria parte: lo Stato si limiti al ruolo di garante e mediatore, l’imprenditore metta il capitale di rischio e le banche concedano credito se ritengono affidabile il piano di salvataggio.
      (R. Fi.)