Il Ventaglio mette le ali

11/03/2002

n.11 – 14 marzo 2002

ECONOMIA
VIAGGI & FINANZA – COLPO A SORPRESA DI BRUNO COLOMBO



Il Ventaglio mette le ali

Il tour operator supera la crisi del turismo. Crea una rete di 300 agenzie. E compra il 40 per cento della Lauda Air Italia.


di 
 
RAFFAELLA GALVANI
8/3/2002

Bruno Colombo, presidente del gruppo Viaggi del Ventaglio, ci aveva lavorato con il suo team per mesi. E a fine gennaio la cartellina con il business plan relativo alla nascita di una compagnia aerea con il marchio del Ventaglio era pronta nei minimi dettagli. «C’era anche il nome: Livingston» racconta Colombo. Che a quel punto ha ricevuto la visita di Niki Lauda, presidente della Lauda Air Italia. Con una proposta «che non si poteva rifiutare». Risultato? In soli 20 giorni Colombo, accantonata l’idea di costituire una sua flotta, ha deciso di entrare nella società aerea che, dopo l’uscita dell’Austrian Airlines, fa capo al 100 per cento all’ex pilota di formula uno.

Ma dopo la bufera dell’11 settembre il turismo è davvero così in ripresa da far pensare a nuovi investimenti? «Il peggio della crisi sembra superato, al punto che le prenotazioni al febbraio 2002 superano quelle dello stesso periodo dell’anno passato» conferma Colombo, che con la sua azienda è al primo posto in Italia nel settore dei villaggi con oltre il 33 per cento del mercato e al secondo dopo l’Alpitour come operatore turistico generalista.
E comunque l’affare con Lauda è ritenuto dal tour operator un’occasione da non perdere
. «Di fatto ci garantisce il 40 per cento del capitale, senza alcun investimento finanziario, visto che il pacchetto verrà acquisito in cambio di un contratto commerciale che ci impegna per tre anni ad acquistare passaggi aerei a prezzi di mercato per un minimo di 50 milioni di euro l’anno. Quanto al restante 60 per cento, l’opzione triennale è fin da ora fissata a 10 milioni di euro».

Anche per Lauda, comunque, l’operazione è vantaggiosa
. Il motivo? Viaggi del Ventaglio assicura alla Lauda Air italiana un buon 50 per cento dei circa 150 milioni di euro del fatturato. Inutile dire che, se fosse decollata la Livingston, i contratti non sarebbero stati rinnovati, con pesanti difficoltà per la compagnia in un momento in cui sul mercato ci sono più aerei da riempire che clienti. E dove i tour operator più accorti stanno organizzandosi in proprio. Entro marzo per esempio l’Alpitour (che fa capo alla Ifil e al gigante tedesco Preussag) fa debuttare la compagnia aerea Neos. «Del resto su un fatturato del Ventaglio di 525,4 milioni di euro il trasporto incide per circa 180 milioni, quindi è conveniente avere il fornitore in casa» spiega Colombo.

L’operazione Lauda prevede per il momento l’utilizzo esclusivo di due dei tre Boeing 767 della linea aerea sulle rotte transoceaniche
(il terzo resterà in gran parte a disposizione dei clienti storici di Lauda), mentre sul medio raggio verranno confermati i contratti con altri vettori. Obiettivo non secondario dell’accordo è aumentare qualità e comfort di viaggio in modo da avere una leva competitiva forte nei confronti dei concorrenti. Come? Per esempio riducendo il numero dei posti e garantendo un servizio a bordo firmato Ventaglio.
Perché se è vero che il mercato si sta riprendendo, la competizione è sempre più forte
. Così Viaggi del Ventaglio cerca di fidelizzare la sua clientela intervenendo su tutti i punti chiave del pacchetto turistico. Sul fronte alberghiero si punta per le nuove strutture su villaggi «a cinque stelle» particolarmente attenti al rispetto della natura, come quello che sarà inaugurato a dicembre a Phuket, in Thailandia. Ma visto che il primo contatto è l’agente di viaggi, sta per partire un programma di affiliazione di 300 agenzie nel 2002, destinate a diventare 700 in due anni.



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