IL VALORE DI UN CONTRATTO NAZIONALE

20/01/2014

20 gennaio 2013

Il valore di un contratto nazionale
Rinnovo del contratto Turismo Confcommercio


Nella tarda nottata del 18 gennaio scorso dopo tre giorni di trattativa, è stata sottoscritta unitariamente l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale un del turismo scaduto il 30 aprile 2013, con Federalberghi, Faita e Confcommercio.

“Questa sofferta intesa ha innanzitutto un valore politico importante! Afferma il principio che anche nei momenti di immani difficoltà economiche le relazioni sindacali possono trovare soluzioni a problemi di lavoratori e imprese” è quanto dichiara Cristian Sesena della Filcams Cgil Nazionale.

“Lancia un messaggio forte e chiaro a quelle Associazioni Datoriali (Angem, Fipe e Fiavet) che hanno abbandonato progressivamente il tavolo di trattativa pensando che l’unico modo di rinnovare il contratto nazionale fosse quello di togliere diritti e salario alle lavoratrici e ai lavoratori. Messaggio cui, stante le odierne dichiarazioni del suo presidente, Fipe pare voler ignorare. Al presidente Stoppani ci sentiamo di rispondere che la piattaforma di Fipe già la conosciamo e per quella strada non si va da nessuna parte. Se vuole riaprire un dialogo siamo pronti. Ma se l’obbiettivo di Fipe, evidentemente dettato/imposto dalle "multinazionali del panino" sue aderenti, è quello di tornare all’Ottocento, lo contrasteremo in ogni sede e con ogni strumento."

Questo rinnovo, pone un primo argine alla frantumazione della contrattazione collettiva nazionale del settore, e deve servire a innescare un profondo ripensamento proprio in quelle parti datoriali che l’hanno provocata utilizzando lo strumento inaccettabile della disdetta.
L’intesa sottoscritta prevede un
aumento complessivo di 88 euro riparametrati al quarto livello, (La prima tranche scatterà a febbraio 2014), un miglioramento delle cifre destinate allo sviluppo della contrattazione di secondo livello e dell’elemento di garanzia per le lavoratrici e i lavoratori per imprese e territori dove gli accordi non verranno raggiunti.
Nonostante le pressanti richieste delle controparti non ci siamo resi disponibili a mediazioni sugli scatti di anzianità e sui permessi che pertanto verranno mantenuti per vecchi e nuovi assunti (lavoratori stagionali inclusi).

Abbiamo concordato un orario medio alternativo e non sostitutivo all’attuale normativa sulla flessibilità, sperimentale nell’arco della vigenza. Tale orario, laddove applicato, potrà essere utile ai lavoratori stagionali per allungare il proprio contratto raggiungendo i requisiti minimi per la percezione della mini aspi.

“In un periodo di disoccupazione drammatica come quello attuale, abbiamo creato condizioni di accesso al mercato del lavoro per lavoratori svantaggiati, come quelli over 45,” specifica Sesena “operando sul contratto a termine in base alle nuove disposizioni di legge e prevedendo percorsi di stabilizzazione al secondo livello di contrattazione.”

Un contratto figlio della crisi, ma che vuole anche provare ad aprire uno spiraglio oltre la crisi.
Un contratto che il prezzo della crisi non lo fa pagare alle lavoratrici e ai lavoratori.