Il valore del lavoro e lo spot McDonald`s

12/01/2013

Tutto è nato dallo spot con il quale l’azienda ha inteso reclamizzare l’annunciata assunzione di tremila giovani nei prossimi tre anni. La risentita reazione del management aziendale all’indignazione di qualcuno che quello spot non ha gradito e lo sproporzionato clamore mediatico al quale abbiamo assistito, è semplicemente storia di nervi scoperti e pregiudizi nazionali. Come al solito, tutto si spiega con la Cgil che non ha capito il mondo che avanza, perché è la tesi precostituita che determina la sintesi. Del resto, è l’Azienda ad aver scelto una via complicata. Avrebbe potuto reclamizzare la bontà dei panini, la freschezza dell’insalata e della carne che formano il companatico, la capacità di interpretare i gusti di intere generazioni, per spiegare il successo dell’impresa. Invece, si è scelto un terreno davvero complicato ed occorre rispetto per chi su quel terreno ha opinioni un po’ diverse, non per pregiudizi ideologici, ma per vita vissuta sul campo. Non è colpa del regista se qualcuno si è dimenticato di avvisarlo che alla puntualità dell’erogazione degli stipendi, fa riscontro una vertenza per pretendere la dovuta indennità di mancata contrattazione di secondo livello, che l’azienda intendeva negare; né del fatto che a fronte di quel fortunato ventisettenne che diventa manager, la stragrande maggioranza dei quarantenni non riesce ancora a progettare una propria esistenza, data la fragilità di lavoro e stipendio. Ed altro ancora, a partire dalla Costituzione Repubblicana, che va letta per intero, soprattutto dove recita il nesso tra lavoro e dignità delle persone.

Tutto ciò fa diventare la Cgil ed il suo sindacato di categoria contrari alle tremila assunzioni, incapaci di parlare ai giovani e soprattutto di interpretare i bisogni delle aziende nella crisi. Tali affermazioni offendono solo l’intelligenza di chi le pronuncia. Proprio dentro questa crisi, esistono numerosi accordi, dalla grande distribuzione, alle catene alberghiere, dagli studi professionali ai servizi in appalto che testimoniano della grande responsabilità e modernità della Filcams Cgil, peraltro, riconosciuta innanzitutto dalle controparti.

Ma le considerazioni non riguardano solo la Cgil. Il tema è il lavoro, la sua centralità nelle politiche di rilancio della crescita, la sua qualità, la sua capacità di offrire a giovani e meno giovani un progetto di esistenza, al momento negato non solo dalla crisi, ma anche da modelli di sviluppo e di organizzazione delle imprese che rischiano di essere reiterati anche dopo l’eventuale uscita dalla crisi. Anche per questo vorremmo ricordare al Ministro Fornero, che la sua riforma delle pensioni prevede che domani i giovani di Mc Donald’s riceveranno una pensione in base ai contributi versati e questo significa parlare di quantità di orario di lavoro, di stabilizzazione dei rapporti di lavoro. E dobbiamo farlo oggi, non domani. Questo è il vero senso di responsabilità. Per questo siamo contenti delle tremila nuove assunzioni. Ma lo saremmo ancora di più se esse rappresentassero un mattone per edificare un futuro più certo per quei ragazzi, confrontandoci con l’azienda, notoriamente restia alle relazioni, su come rendere compatibili flessibilità e stabilità. Se Mc Donald’s avesse in mente il secondo tempo dello spot perché non proviamo a recitarlo insieme questa volta?
Franco Martini segretario generale Filcams Cgil