Il turismo va a Sviluppo Italia

01/03/2005

    martedì 1 marzo 2005

      sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

      Il turismo va a Sviluppo Italia

        b.f.

          ROMA • L’Enit, è confermato, verrà soppresso. Ma a ereditarne gli obiettivi nonché il personale sarà Sviluppo Italia, l’agenzia pubblica che all’atto della sua nascita aveva già assorbito tutti gli enti dell’ex intervento straordinario al Sud. La decisione è contenuta nell’ultima versione del provvedimento sulla competitività in cui si prevede la costituzione di una nuova società ad hoc, denominata « Italia Turismo » con un capitale sociale di 50 milioni di À interamente detenuto da Sviluppo Italia alla quale saranno trasferiti « il personale, le funzioni, le strutture e le risorse finanziarie » dell’Enit che è posto in liquidazione. Al finanziamento della società — spiega la norma — provvederà lo Stato e anche le Regioni. Ma il lavoro assegnato a Sviluppo Italia dal provvedimento non si esaurisce con il turismo.

          Fondo per le aziende in crisi — Per il sostegno delle aziende in crisi è prevista la costituzione di un Fondo che sarà finanziaro anche attraverso una quota non superiore al 5% del Fondo per il sostegno alle imprese ( quello, per intenderci, che dovrebbe coprire anche la riforma degli incentivi, nonché gli interventi a favore della ricerca, i distretti, ecc).

          Alla gestione di questo Fondo per le aziende in crisi provvederà un apposito Comitato nominato con decreto del Governo, il quale potrà avvalersi proprio di Sviluppo Italia per la valutazione e l’attuazione degli interventi a sostegno delle aziende per le quali si interverrà. Un compito che del resto la società pubblica conosce visto che al suo interno c’è anche l’eredità della ex Gepi.

          Attrazione degli investimenti — Il ruolo di Sviluppo Italia si conferma però anche sul fronte dell’attrazione degli investimenti esteri. Sempre la nuova bozza stabilisce che il Cipe si costituisca in « Comitato per l’attrazione delle risorse » e si serva quindi di Sviluppo Italia per l’attuazione degli interventi che potranno essere realizzati facendo ricorso, in particolare, al contratto di localizzazione. Al finanziamento dei contratti e « in generale » all’intervento di Sviluppo Italia provvederà il Cipe attraverso il Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate.

          Agroindustria — All’Istituto per lo sviluppo agroalimentare spetterà il compito di valutare e finanziare i contratti di filiera e di distretto. Il provvedimento stabilisce inoltre ai fini del sostegno pubblico sarà data priorità a quegli interventi in cui sia acquisita la conclusione di coltivazione e vendita conformi agli accordi interprofessionali. Anche le Regioni possono attribuire specifiche priorità alle imprese che concludano analoghi contratti.

          Il testo conferma poi la riforma degli incentivi alle imprese attraverso il rafforzamento del ruolo delle banche e anche gli sconti fiscali per le donazioni a università ed enti di ricerca.