Il turismo punta sul 2004

13/02/2004


13 Febbraio 2004

LA «BORSA INTERNAZIONALE» ALLA FIERA DI MILANO
Il turismo punta sul 2004
La motivazione del viaggio conta più della meta
Alessandro Rosa

Quattro giorni per trovare conferma, nei numeri degli operatori e negli umori del popolo dei viaggiatori italiani, che il turismo ha imboccato l’uscita dal tunnel della crisi. Da domani a martedì 17 l’appuntamento, tra sogni di vacanza e affari, è alla Fiera di Milano per la Bit (Borsa Internazionale del Turismo), fra le più importanti fiere europee del settore, dopo Berlino e Londra, alla pari di Madrid. Novità è intanto l’apertura di sabato, mentre si confermano la riduzione della durata (da cinque a quattro giorni) e la formula «multitarget», che permette di dare spazio a tutte le frammentazioni del settore.
C’è aria di ottimismo. Alcuni segnali indicano che il 2004 sarà l’anno della svolta, a partire dalla certezza che sarà battuto nettamente il record dei visitatori del 2003 (129 mila) e per finire alle stime Ciset-Tci che prevedono un +1,8 per cento degli arrivi degli stranieri in Italia, con americani e giapponesi in ripresa. Segnali di speranza dopo i dati consuntivi del 2003 di Wto (World Tourism Organization), secondo i quali si è avuto un -1,2 per cento generale degli arrivi. Che equivale ad un totale mondiale di 694 milioni di turisti rispetto ai 703 del 2002. All’interno del dato generale, l’Europa ha chiuso in pareggio, a fronte di un’Asia che ha perso il 9 per cento e l’America del Nord il 5 per cento (un calo al terzo anno consecutivo), mentre consistenti guadagni hanno raggiunto il Sudamerica (12 per cento), il Medio Oriente (10), Africa (5). Crisi economica, guerra in Iraq, Sars, ripercussioni dell’11 settembre sono le principali cause del deficit, ma la ripresa delle economie occidentali dovrà portare ragionevolmente un effetto positivo al settore dei viaggi.
Le difficoltà hanno però prodotto alcuni cambiamenti nell’offerta turistica. Innanzitutto la battaglia dei prezzi, unita ad un maggiore flessibilità dei pacchetti per andare incontro alla inferiore disponibilità di spesa dei viaggiatori-vacanzieri, che si è tradotta essenzialmente in una riduzione di margini dei diversi operatori. In particolare, nel settore aereo le compagnie a «basso costo» (nonostante la condanna di Ryanair, a restituire le agevolazioni statali, da parte della Commissione europea) proseguono la crescita ed hanno costretto le compagnie di bandiera a prevedere offerte e prezzi ridotti, soprattutto per le tratte a breve-medio raggio. Sarà però decisiva l’adozione di efficaci misure di sicurezza per superare le paure, a volte irrazionali, dei viaggiatori.
Da parte del pubblico si sta affermando nettamente, è l’opinione di tutti gli osservatori, l’idea che è la «motivazione» del viaggio a contare, non più il tipo di meta. Un’ottica in cui va inserito il successo delle forme di turismo settoriale, quali lo sportivo (cicloturismo in particolare), il culturale (boom di musei e mostre), l’enogastronomico (cui serve una pausa di riflessione dopo gli ingiustificati aumenti e le offerte poco mirate), il religioso e quello legato al benessere (terme e alberghi con wellness).
In questo risveglio un ruolo importante spetta all’Italia. Che sarà al centro di questa edizione della Bit. Il fatturato del turismo in Italia supera gli 80 miliardi di euro, per più di un terzo attribuibili ai visitatori stranieri, così da portare la bilancia dei pagamenti del settore da un saldo di 4 miliardi di euro nel 1991 a 10,3 miliardi nel 2002.
Nei padiglioni della Fiera il viaggiatore troverà la grande varietà di scelta predisposta da 128 Paesi. Debuttano Ucraina, Eritrea, Cambogia, Yemen, Serbia, Mongolia, Kazakistan, Uzbekistan, Kirgyzistan, ritornano Kenia e Mozambico. Mancherà Hong Kong che ha scelto altre azioni promozionali. La Bit 2004 risentirà del clima di risparmio in atto, tanto che sarà limitata l’offerta del materiale cartaceo, con meno dépliant e più semplici foglietti con informazioni essenziali e rimandi ai siti web.