Il turismo perde «quote»

04/07/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Vacanze & Business
    Il fatturato dell’Italia scende dal 5,3% al 5,1% del mercato mondiale.
    D’Amato: il settore deve fare sistema

    Il turismo perde «quote»
    ROMA – L’Italia ha ancora una posizione di leaderschip nel turismo. Ma deve fare un salto di qualità per essere sempre più competitiva rispetto agli altri Paesi. Come? Giocando la carta dei "distretti integrati", mettendo in rete e valorizzando i beni ambientali e culturali. Non solo: occorre "fare sistema", uscendo da una visione artigianale del turismo e passando a una logica industriale. È la ricetta dettata dal presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, per rafforzare il settore del turismo. Si è svolta ieri a Roma l’assemblea di Federturismo, la Federazione aderente a Confindustria che associa le aziende del settore. Al termine dell’incontro, lo stesso D’Amato e Giancarlo Abete, presidente di Federturismo, hanno indicato le linee guida di un intervento nel settore.
    «Per saldi di valuta l’Italia è seconda, subito dopo gli Stati Uniti. la situazione, quindi, è positiva, – ha detto Abete, – ma c’è stata una perdita di quote di mercato e occorre recuperare competitività». A causa dell’entrata in scena di nuovi soggetti e nuove destinazioni turistiche, la quota di mercato italiana è scesa, nel 2000, dal 5,3 al 5,1 per cento. È un calo lieve, nonostante nel 2000 gli arrivi internazionali abbiano superato 41 milioni di unità (il 13% in più rispetto all’anno precedente) e le entrate valutarie abbiano superato i 57mila miliardi. Antonio D’Amato ha precisato che occorre un riposizionamento delle imprese turistiche su una fascia a più alto valore aggiunto. «C’è un potenziale inespresso e Confindustria farà da stimolo nel rapporto con le Regioni e il Governo per avere una progettualità più forte», ha aggiunto D’Amato. Non solo. L’Italia dovrà focalizzare la sua attenzione su un aspetto del mercato: «In Germania hanno puntato sul turismo fieristico e congressuale e sono diventati leader». In Italia, ha aggiunto ancora il presidente di Confindustria, c’è bisogno di valorizzare beni artistici e ambientali e lottare contro l’abusivismo che ha impoverito l’Italia e rafforzando i trasporti, i porti turistici delle coste e i legami con l’entroterra. Accorgimenti, questi, fondamentali per il Sud: secondo i dati sui movimenti aeroportuali dei passeggeri nella Ue, le mete scelte sono per il 13,4% la Spagna, per il 10,2% l’Italia e per l’1,9% il Mezzogiorno.
    Un problema, ha ricordato Abete, è la polverizzazione del settore alberghiero: la media è di 28,3 camere d’albero su un totale di 33.500 hotel. Federturismo chiede una semplificazione degli adempimenti richiesti alle imprese e l’ammodernamento della dotazione infrastrutturale, oltre alle misure di attuazione relative alla legge quadro del settore (135 del 2001). D’Amato ha insistito sulla conferma della specifica competenza del settore al ministero delle Attività produttive e ha sollecitato l’assegnazione nel Dpef delle coperture per uno stanziamento a favore del settore. «Il turista – ha precisato Abete – deve poter utilizzare il sistema di agevolazioni esistente per l’industria».
    N.P.
    Mercoledí 04 Luglio 2001
 
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