Il turismo in caduta: Maxi tagli in arrivo

11/12/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Almeno 6mila posti a rischio – I big riducono orari e salari

    Il turismo in caduta
    Maxi tagli in arrivo
(NOSTRO SERVIZIO)

MILANO – I viaggi turistici, individuali e organizzati, hanno registrato un calo medio del 50 per cento. Le agenzie e i tour operator stanno perdendo circa 13 milioni di euro (25 miliardi di lire) di fatturato al giorno. Sono questi i numeri della crisi che ha colpito il comparto dopo l’11 settembre. Nel conto presentato agli operatori ora vanno ad aggiungersi le cifre relative ai tagli sul personale. Alpitour, primo tour operator italiano con un giro d’affari di 1,03 miliardi di euro, ha annunciato che ridurrà per tre mesi gli stipendi ai propri dipendenti. Il piano di emergenza è stato concordato con i sindacati e dall’inizio di questo mese prevede un taglio trimestrale, diviso in due turni, all’orario e alle retribuzioni (circa il 20%) per tutti gli impiegati e i quadri, e una riduzione dellaretribuzione per i dirigenti. Una decisione sofferta ma temporanea, sottolinea Alberto Peraglio Longhin, direttore marketing di Alpitour: «La riduzione dell’orario e delle retribuzioni a cui tutta l’azienda ha aderito con un patto di solidarietà firmato da 900 persone costituisce solo un provvedimento provvisorio ed è anche la misura della solidità del gruppo e della sua capacità di tenere sotto controllo la crisi. La ripresa è prevista a breve, l’azienda ha già attivato una serie di rilanci delle proprie attività commerciali. Il vero termometro per il settore turistico ci sarà a primavera». Per affrontare l’emergenza ed evitare i licenziamenti, anche il gruppi I Viaggi del Ventaglio ha dovuto procedere all’autoriduzione degli stipendi dal 12 al 20% delle fasce alte dei propri dipendenti, mentre tutto il personale da ottobre ha ridotto del 12% l’orario. «Abbiamo diminuito l’offerta fino al 20 dicembre di posti aerei e negli alberghi, oltre ad aver rinegoziato i prezzi. Il nostro obiettivo – spiega il presidente Bruno Colombo – è però quello di non licenziare nessuno. Ci siamo autotassati e stiamo portando avanti una campagna pubblicitaria per far tornare a viaggiare i vacanzieri». Per le società più piccole e meno capitalizzate il futuro è molto più incerto. Lo dimostrano i risultati dell’ultimo sondaggio della Fiavet, la federazione nazionale delle agenzie di viaggio, su un campione di aziende iscritte: i tagli al personale già effettuati sono 1.517, se il Governo non metterà in campo provvedimenti concreti per tamponare la crisi si prevedono altri 5.800 licenziamenti con una riduzione dell’orario settimanale del 50% per il full-time e del 25% del part-time. Si aggiungono poi 600 contratti a termine non rinnovati che secondo le previsioni diventeranno 1.800 nei prossimi mesi. «È il risultato di una situazione che stiamo denunciando da mesi – interviene il presidente della Fiavet, Antonio Tozzi – e se il Governo non si deciderà ad adottare un provvedimento per risolvere l’emergenza, i danni saranno irreversibili». Il settore aveva chiesto misure urgenti: l’estensione della cassa integrazione anche alle imprese con meno di 50 addetti e la fiscalizzazione degli oneri sociali; misure di agevolazione fiscale; interventi promozionali per limitare il fenomeno delle rinunce aprioristiche ai viaggi. «Gli operatori che hanno tenuto duro fino ad oggi – conclude Tozzi – stanno perdendo le speranze». Camilla Conti
Martedí 11 Dicembre 2001

 
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