«Il turismo è senza strategie»

16/02/2004



        Sabato 14 Febbraio 2004

        Turismo


        «Il turismo è senza strategie»

        Da oggi la Bit a Milano – Bocca (Confturismo): pochi fondi alla promozione, la Francia ha ridotto l’Iva noi no


        MILANO – «L’Italia non ha una politica per il turismo, nessuno prende le necessarie iniziative perchè manca una cabina di regia, mentre continuiano a perdere competitività. Il bilancio 2003 è negativo, come quello 2002. Intanto i nostri diretti concorrenti come Francia, Spagna o Austria marciano a pieni giri e spendono in promozione molto di più dell’Italia». Parole dure quelle pronunciate ieri da Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, in vista dell’apertura, oggi a Milano, della Borsa internazionale del turismo. «Quest’anno – aggiunge Bocca – la Francia spenderà in promozione 115 milioni di euro, la Spagna 110 e l’Austria 47, mentre per l’Italia l’Enit ha a disposizione solo 26 milioni.
        È ridicolo. Inoltre la Francia è stata capace di abbassare dal 19 al 5,5% l’Iva sui pubblici esercizi che fanno parte integrante del sistema turistico.
        Purtroppo l’Italia sta solo a guardare, mentre il sistema delle imprese è sempre più penalizzato dai divari fiscali con gli altri concorenti. L’Agenzia nazionale per il turismo – promessa dal Governo – è ferma al palo. E la sola riduzione dal 10% (in alcuni settori, come per gli stabilimenti balneari, raggiunge anche il 20%) al 5% – ha rilanciato il presidente Confturismo – genererebbe 4,2 miliardi di euro di domanda aggiuntiva, in grado di attivare almeno 54mila nuovi posti di lavoro». Bocca ha poi corredato la denuncia sui ritardi e le inefficienze dell’Azienda Italia con il bilancio deludente della stagione 2003. Dai dati emerge un consuntivo preoccupante. Alberghi. Le strutture alberghiere hanno accusato una flessione globale delle presenze pari all’1,5% rispetto al 2002 – si legge nel rapporto elaborato da Confturismo – a causa di una crescita dell’1% per i flussi di italiani che però ha controbilanciato solo in parte il calo degli stranieri (-4,8%). Il risultato globale del 2003 segue peraltro la flessione marcata (-3,2%) registrata nel 2002.
        L’indagine ha però evidenziato che il turismo italiano ha recuperato dopo il calo del 3,8% delle presenze alberghiere nel 2002. Mentre c’è stato una nuova e più marcata riduzione dei flussi dall’estero (nel 2002 venne registrato un calo tendenziale del 2,5%). Le città d’arte sono sempre più in crisi. La riduzione delle presenze alberghiere è stata pari al 4,8% (-7,6% gli stranieri). In calo anche il bilancio della montagna (-4,3%), anche se va precistato che tra la fine del 2003 e l’inizio di quest’anno il movimento turistico sta facendo registrare un forte recupero (+15%). Negativo (-3,4%) il bilancio delle presenze negli alberghi delle città interessate dal turismo d’affari ed anche in questo caso gli stranieri (-6,1%) risultano in netta flessione insieme agli italiani (-1,9%). Americani e giapponesi hanno fatto poi rilevare flessioni nell’rdone del 3% e del 2,6% rispettivamente.
        «Gli operatori – ha affernato Bocca – stanno cercando di stimolare la domanda conazioni di amrketing. Tra queste l’utilizzo di pacchetti molto convenienti tarati sul potere d’acquisto e della valuta locale, ossia espressi in rapporto al valore percepito del dollaro, nel caso degli Usa». I tedeschi hanno fatto registrare un calo del 3,2 per cento. Nel complesso il turismo alberghiero nel 2003 ha chiuso con 227,7 milioni di presenze complessive e, nei confronti del 2002, ha fatto registrare una diminuzione di 3,4 milioni di unità. Pubblici esercizi. Il 2003 si è chiuso in rosso per bar, ristoranti, e discoteche. La bassa propensione al consumo da parte delle famiglie residenti e la flessione della spesa dei turisti stranieri ha fatto registrare un calo del valore aggiunto stimabile nell’1 per cento. Più consistenti le flessioni di ristoranti (-1,8%) e delle discoteche (-4%). La stagione turistica 2003 si è conclusa positivamente per le imprese balneari: buono l’afflusso di turisti sulle spiagge a giugno (+10%), agosto (+10%) e settembre (+5%); flessioni solo a luglio (-5%).
        Previsioni. Gli italiani spendono sempre di più all’estero (+2,9% nel 2003); tra le mete preferite le capitali europee e destinazioni esotiche (Messico, Mauritius, Seychelles e Mar rosso in testa). «Non c’è il temuto effetto terrorismo – conclude Bocca – all’esetro andrà quest’anno il 15% circa degli italiani».

        VINCENZO CHIERCHIA