Il turismo culturale cresce ma lo Stato non investe

21/02/2005

    Domenica 20 febbario 2005

    sezione: TURISMO – pagina 17

    Il turismo culturale cresce ma lo Stato non investe
    La Francia spende il doppio dell’Italia

      GIULIA CRIVELLI

        MILANO • L’Italia è al primo posto nella classifica mondiale dell’Unesco per numero di siti turistico culturali « patrimonio dell’umanità » . Nel nostro Paese si trovano i due terzi dei beni artistici e culturali del mondo.

        Una ricchezza per tutti noi italiani ma anche una risorsa inesauribile per attrarre turisti dall’estero ancora poco sfruttata. Imprese ed enti locali marciano in ordine sparso.
        Governo e Regioni latitano denuncia il Touring club nel Rapporto 2005 dedicato al settore e che sarà presentato martedì a Roma: la spesa pubblica per beni e attività culturali collegabili al turismo ( il fatturato finale è stimato in 20 miliardi) è stata di 3,3 miliardi, meno della metà di quella francese 7,1 miliardi e di quella tedesca 8,193 miliardi. E solo tre volte quella del Portogallo, che nel 2003 ha speso 1,1 miliardi, ma a fronte di un Pil che vale un decimo di quello italiano. Ma anche il confronto con la Spagna è « umiliante » : la spesa pubblica di Madrid per i bei artistici e culturali è stata di 2,2 miliardi, un miliardo circa in meno dell’Italia, ma a fronte di un Pil totale pari alla metà di quello italiano.

        Sono questi alcuni dei dati— forse i più allarmanti— contenuti nell’indagine 2005 sul turismo culturale del Touring club italiano che « Il Sole 24 Ore » è in grado di anticipare. Un vero paradosso: la cultura in Italia dovrebbe essere considerata e trattata come una « principessa » e invece è una vera « Cenerentola » . Poli di rilievo mondiale come Pompei restano in degrado e poco valorizzati.

        Il patrimonio culturale del nostro Paese è molto frammentato: oltre alle città d’arte esistono migliaia di piccoli e grandi tesori sparsi nelle 20 Regioni, privati ed enti locali sono costretti il più delle volte ad arrangiarsi da soli, disperdendo le energie.

        Guardando alla spesa in beni artistici per regioni elaborata dal Touring, la situazione non migliora: gli enti locali nel 2003 hanno investito in beni culturali e turismo 1,2 miliardi, contro i 4,6 della Francia e i 7,2 della Germania. In occasione della terza edizione della Conferenza degli assessori locali a Cultura e turismo, si è fatto il punto sui problemi legati alla promozione del turismo culturale, che si calcola valga oggi il 30% del flusso complessivo ed è al primo posto nella graduatoria dell’industria turistica nazionale.

        Maurizio Barracco, presidente di Federculture, ricorda che « ogni anno cresce la quota del turismo culturale rispetto ad altre tipologie, balneare, di montagna, termale e religioso.
        Secondo l’Istat il 29,4% dei turisti stranieri sceglie l’Italia per l’interesse storico artistico delle città.

        Le presenze nelle città d’arte sono passate dai 43 milioni del 1990 a 77 milioni ( contro i 117 milioni delle località balneari) con un aumento del 79 per cento » . Ma gli investimenti restano al palo.

        Cresce comunque la consapevolezza a livello locale che il turismo rappresenti una importante risorsa. Un caso per tutti quello di Genova che, per far tesoro del successo conseguito con l’esser stata capitale Ue della cultura 2004, ha deciso di puntare sull’estero e ha scelto un partner promozionale
        (l’americana Appia group), per " sfondare" sul mercato Usa.