Il tribunale dà ragione a un vigilante che si è ammalato a causa di stress e turni massacranti

16/07/2002


MARTEDÌ, 16 LUGLIO 2002
 
Pagina 24 – Cronaca
 
Il tribunale dà ragione a un vigilante che si è ammalato a causa di stress e turni massacranti
 
"Infarto, malattia professionale"
imprenditore condannato a Torino
 
 
 
 
MAURO BARLETTA

TORINO – L´infarto da troppo lavoro? Esiste. Il tribunale di Torino ha dato ragione a una guardia giurata che ha denunciato di essere stato colpito da un attacco di cuore per colpa dello stress e dei turni massacranti cui era sottoposto. La sentenza, singolare e destinata quasi certamente a generare parecchie aspettative, è di ieri pomeriggio: a Leopoldo Uccellini, titolare dell´agenzia di vigilanza privata Argus, una delle più importanti dell´Italia settentrionale, sono stati inflitti sei mesi di reclusione (con la condizionale) per il reato di lesioni colpose. I disturbi cardiaci – è il senso della decisione dei giudici, che hanno accolto l´impostazione della Procura – possono avere un´origine professionale: e in questo caso l´imprenditore deve essere considerato responsabile, perché a lui spetta la tutela della salute del dipendente.
Canta vittoria Luigi D., 47 anni, il vigilante che con la sua denuncia aveva messo in moto il processo, e che ha ottenuto dall´azienda la bellezza di 300 milioni di vecchie lire a titolo di risarcimento. «Una notte di cinque anni fa – aveva detto – durante un servizio di vigilanza, ho avvertito un fortissimo dolore al petto. Ero da solo, e non ho potuto allontanarmi. Dovevo finire i miei giri di controllo. Solo al mattino sono andato al pronto soccorso: è stato allora che i medici mi hanno detto che si era trattato di un infarto del miocardio». Ma questo non sarebbe bastato per arrivare alla condanna. Il punto è che Luigi D. lamentava da tempo "ipertensione, nevrosi neuroastenica ipocondriaca e un handicap del 40%" dovuto a una precedente frattura delle gambe, e che in azienda questi problemi sarebbero stati sottovalutati. Sono stati i consulenti del procuratore Raffaele Guariniello (ma in aula l´accusa è stata sostenuta dal pubblico ministero Sara Panelli) a individuare il rapporto causa-effetto, sottolineando come Luigi D. lavorasse di notte, al freddo, con turni che arrivavano a dodici ore consecutive, a volte senza torcia e ricetrasmittente, da solo (e quindi con un sovraccarico di stress, dovuto al timore di affrontare senza aiuti eventuali malintenzionati). Una commissione medica, peraltro, lo aveva anche dichiarato idoneo solo a mansioni sedentarie. L´azienda l´aveva invece impiegato in funzioni operative con turni di lavoro particolarmente pesanti. Perso il posto dopo l´incidente, il metronotte si era rivolto alla magistratura.