Il Touring misura la sostenibilità

25/01/2005


             
             
             martedì 25 gennaio 2005
             pagina 15 Turismo
            Il Touring misura la sostenibilità
            Massimo Galli

            Un modello per misurare la sostenibilità delle imprese e delle destinazioni turistiche. L’iniziativa è stata lanciata ieri a Milano, durante la presentazione del Libro bianco su sviluppo sostenibile e competitività del settore turistico, realizzato dal Touring club italiano in collaborazione con Conai (Consorzio nazionale imballaggi).

            Un sistema di autoanalisi per verificare a che punto sono le politiche per mitigare l’impatto che il turismo determina sull’ambiente naturale, sull’economia locale e sulla comunità locale. L’obiettivo finale è l’elaborazione di linee guida per la promozione e la realizzazione di strategie di sostenibilità a livello nazionale, in partnership con enti e istituzioni locali.

            Per quanto riguarda le imprese, sono stati elaborati 46 indicatori divisi in cinque categorie: composizione e scelta dei servizi, gestione interna, controllo dei fornitori, gestione del cliente e relazioni con la destinazione.

            Tra gli elementi da valutare, la produzione di rifiuti, i consumi energetici, le condizioni di salute e sicurezza del personale.

            Quanto alle destinazioni, i 52 indicatori riguardano la dimensione del fenomeno turistico, le politiche di sostenibilità sul territorio, i trasporti, le pressioni ambientali e la qualità dell’ambiente.
            Per entrambe le categorie sono stati elaborati due modelli semplificati, accessibili anche a realtà di piccole e medie dimensioni.

            Gli indicatori sono stati applicati a quattro casi pilota: gli alberghi Novotel Milano est e Sofitel Venezia, il comune di Rimini e l’isola di Ischia. ´Nei prossimi mesi, lo strumento sarà applicato a qualche decina di casi per valutare l’applicabilità di parametri universalmente validi’, ha affermato Guido Venturini, direttore generale del Tci.

            Dal canto suo, il presidente Roberto Ruozi ha osservato che, di fronte a questo modello, i protagonisti del settore sono chiamati a prendere decisioni concrete.

            Un percorso che, tuttavia, si annuncia impegnativo. Basta un dato, contenuto nel Libro bianco, a dimostrarlo: a fine 2003, su 3.066 certificazioni Iso 14001 in Italia, soltanto 60 riguardavano le imprese turistiche.

            Inoltre, avverte il documento del Tci, solo la sinergia tra le iniziative di entrambi gli attori, imprese ed enti locali, può dare buoni risultati. (riproduzione riservata)