Il Totocalcio ritorna alla Sisal

25/06/2003



        Mercoledí 25 Giugno 2003


        Il Totocalcio ritorna alla Sisal

        Il business delle scommesse – La società si è aggiudicata la gara dei Monopoli di Stato – Per la «formula tombola» gettito inferiore al previsto

        MARTINO CAVALLI


        MILANO – Dal 1948 al 2003. È passato più di mezzo secolo, ma il tempo è stato galantuomo e Sisal si è ripresa il suo gioco, la schedina per antonomasia, il Totocalcio.
        La gara bandita dai Monopoli di Stato per rivitalizzare un concorso che sta scivolando nel baratro (dal ’98 a oggi -20% annuo in media e ancora -20% nel primo trimestre di quest’anno) ha visto infatti assegnare la raccolta a 8.800 ricevitorie Sisal, oltre a 3.300 ricevitorie di Lottomatica e 700 agenzie di scommesse di Snai. Altre se ne aggiungeranno, ma con questo trend un ricevitore su due del Totocalcio sarà "targato" Sisal, quella Sisal che nel ’46 inventò e propose il gioco, poi "nazionalizzato". A quell’epoca si vinceva con un 12, domani si vincerà con un 14: per ironia della sorte, la Sisal si è persa il lungo intermezzo del 13, numero fortunato entrato nel lessico degli italiani. Ma il ritorno al Totocalcio non è l’unica novità per la società milanese che nei mesi scorsi ha visto l’ingresso di due importanti azionisti – Meliorbanca ed Efibanca (gruppo Popolare di Lodi), entrambe con il 15% – che si sono affiancati alla famiglia Molo (61%) e a 3.500 ricevitori che hanno il 3% (c’è poi un 6% di azioni proprie). Sisal sta infatti cercando di rientrare nel business delle scommesse, dal quale era uscita nel ’98, e attende che sia chiarito il quadro normativo per procedere all’acquisizione di un centinaio di agenzie (su circa mille attualmente operative).
        È in attesa di regole anche la terza novità, quella legata al partner bancario, che dovrebbe portare all’emissione con la Popolare di Lodi della prima carta di pagamento ricaricabile nelle migliaia di punti di accettazione dei giochi Sisal.
        «Con il Totocalcio partiamo con la prima schedina di Coppa Italia il 17 agosto, a seguire con il Campionato, e intanto aspettiamo che i Monopoli selezionino l’agenzia incaricata del lancio pubblicitario – dichiara Giorgio Sandi, amministratore delegato della Sisal – L’obiettivo primario è fermare la continua erosione della raccolta, ma mi auguro che in un secondo momento ci si anche spazio per lo sviluppo». Con un aggio del 3,45%, Sisal spera di portare in cassa 10-15 milioni di euro di fatturato all’anno. Intanto continua l’attività sugli altri giochi – il SuperEnalotto resta il principale, malgrado la frenata di questa prima parte dell’anno, seguiti da lontano da Totip, Tris e Formula 101 – ma soprattutto rispuntano le scommesse. Sisal è già stata parte in causa di questo business, con le agenzie Spati, cedute nel ’98. Nel frattempo è successo di tutto e oggi i concessionari operano in uno stato di incertezza, sia economica che normativa. «Quando tutto sarà chiarito, vorremmo comprare un gruppo di agenzie, circa un centinaio», dichiara Sandi, che punta dunque a una quota di mercato intorno al 10 per cento.
        Se giochi e scommesse sono destinati a restare il nocciolo duro, Sisal pensa però anche ad altre attività da gestire attraverso la propria rete telematica. «Ma vogliamo essere sempre sicuri di non nuocere al giocatore, che è il nostro primo cliente, quindi non vogliamo appesantire la ricevitoria con servizi troppo complessi», continua Sandi. Nell’attesa che i paletti normativi vengano rimossi e possa partire la vendita della nuova carta di pagamento hanno invece debuttato alcuni servizi come quello per la tassa sui rifiuti a Milano. Ma adesso tutta l’attenzione è focalizzata sulla schedina del Totocalcio, che dal 17 agosto va alla prova di gradimento degli italiani. La speranza è di tornare indietro di cinquant’anni.