Il Tirreno: Carrefour taglia gli stipendi

01/10/2009

«La decisione dell’azienda di disdettare il contratto integrativo è un atto unilaterale illegittimo. Ai dipendenti di Carrefour non vengono più riconosciuti i trattamenti del Cia oltre a quelli previsti dagli accordi territoriali, ma un pacchetto di misure decise unilateralmente dall’azienda»

MASSA. «La decisione dell’azienda di disdettare il contratto integrativo è un atto unilaterale illegittimo. Ai dipendenti di Carrefour non vengono più riconosciuti i trattamenti del Cia oltre a quelli previsti dagli accordi territoriali, ma un pacchetto di misure decise unilateralmente dall’azienda». I sindacati spiegano così lo sciopero proclamato per sabato: disagi in vista anche al supermercato di Massa, che conta complessivamente 360 dipendenti.

Da oggi i lavoratori del gruppo Carrefour vedranno gli effetti della disdetta del Contratto integrativo aziendale annunciata dall’azienda il 7 luglio scorso. «La direzione aziendale – si legge nel comunicato di Filcams (guidata da Stefano Nicoli a livello provinciale), Fisascat e Uiltucs – si è preoccupata di ricordarci tale scadenza con una comunicazione dove dichiara la disponibilità a informarci sui trattamenti economici e normativi che Carrefour intende riconoscere ai propri dipendenti in sostituzione del Contratto integrativo aziendale. Se questi sono i presupposti non siamo interessati a fare incontri per sentirci dire ciò che abbiamo capito perfettamente da molti mesi».

Secondo i sindacati, da oggi «non ci saranno più le integrazioni per la malattia e la pausa retribuita. Il premio fisso aziendale sarà riconosciuto solo a chi lo ha già maturato entro il 30 settembre, il salario variabile sarà basato su un unico indicatore scelto dall’azienda solo per gli ipermercati già interessati al "premio di produttività" previsto dal Cia disdettato e soprattutto solo per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e con almeno due anni di anzianità».

I lavoratori del Carrefour Massa, titolari di una contrattazione interna avanzata avranno anche una forte decurtazione del pagamento delle domeniche e delle festività: «Ne è una dimostrazione – si legge ancora nel documento firmato dai sindacati – il rifiuto a revocare la disdetta del Cia chiesta dalle organizzazioni sindacali per consentire la ripresa del confronto pur consapevoli delle difficoltà delle questioni da discutere. Mentre Carrefour si concentra a pensare il modo per tagliare i costi del lavoro, per non avere più il fardello delle relazioni sindacali, per irrigidire le relazioni anche con i dipendenti, per aprire ulteriori procedure di mobilità, sui punti vendita non si vede alcun miglioramento di quel piano industriale presentato per uscire dalla crisi. Non abbiamo bisogno di altre informazioni per capire che Carrefour ha scelto un’altra strada».

Quindi l’affondo: «Diffidiamo l’azienda dal sottrarre ai lavoratori i diritti acquisiti; l’unico incontro possibile è quello che chiederemo all’azienda per avviare la trattativa per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale su una piattaforma costruita dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori».

I sindacati hanno proclamato un pacchetto di 12 ore di sciopero del gruppo, di cui 8 ore per l’intero turno di lavoro nella giornata di sabato (venerdì per coloro che lavorano su 5 giorni) e 4 ore da gestire a livello territoriale.
Già lo scorso 18 luglio era stato indetto uno sciopero dai dipendenti Carrefour, con le stesse motivazioni. In quell’occasione l’adesione fu definita «massiccia» dai sindacati (dei 340 dipendenti, oltre il 50% aderì all’agitazione): «Se si tiene conto di quadri e dirigenti, il successo è senza precedenti». Ma la giornata di protesta non servì a bloccare la situazione. Per questo i lavoratori ci riprovano e puntano a ripetere il successo in termini numerici di quello sciopero. Con l’auspicio che serva a far tornare l’azienda sui suoi passi: «Vogliamo il rinnovo del contratto integrativo aziendale con le regole della contrattazione e non degli atti unilaterali».