Il Tfr «salva» le pensioni future

23/05/2002





Maroni: 13 mld € ai fondi – Per i giovani assegni legati alla sostenibilità finanziaria
Il Tfr «salva» le pensioni future
ROMA – In futuro la pensione Inps dei giovani «non sarà garantita dalle norme, ma dalle concrete possibilità esistenti in quel momento in termini di finanza pubblica». A lasciare intravedere la possibilità che tra qualche anno le prestazioni pubbliche per i neo-assunti possano ridursi, per effetto della decontribuzione agganciata al metodo contributivo, è il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Che però tiene a sottolineare come il trattamento previdenziale complessivo (pubblico-privato) resterà quanto meno invariato grazie alla destinazione del Tfr "maturando" alla previdenza complementare: ai giovani di domani, «grazie al conferimento del Tfr andranno risorse reali e non, come ora, promesse», afferma Maroni. E aggiunge che, grazie al decollo dei fondi pensione, «il sistema risulterà nel complesso sufficientemente equo, in grado di assicurare ai giovani, mediante l’equilibrio finanziario, prestazioni equipollenti quando verrà il loro turno». Proprio per questo motivo il ministro assicura che sulla delega previdenziale il Governo andrà avanti «con determinazione contro tutte le resistenze di chi si oppone al nuovo e contro tutti i professionisti dell’allarmismo fuori e dentro le istituzioni, nella consapevolezza di aver delineato una riforma profondamente innovativa». Un messaggio chiaro, insomma, a chi, come i sindacati, si oppone alla decontribuzione (ieri un nuovo «no» è arrivato dal leader della Uil, Luigi Angeletti) o a chi, come il presidente dell’Inps Massimo Paci, teme una demolizione del sistema pubblico. Maroni, nel corso della della presentazione della relazione annuale della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) dalla quale emerge che nel 2001 gli aderenti alla previdenza integrativa sono saliti a quasi 2 milioni, ha insistito sulla necessità di creare il "secondo pilastro". Maroni: con la delega affluiranno ai fondi 13 mld € l’anno. Secondo il ministro, la delega rappresenta «una svolta»: con lo smobilizzo del Tfr «ci saranno 13 miliardi di euro ogni anno verso i fondi pensione. Si rischierà l’overdose se non si amplierà l’offerta con le privatizzazioni». Quanto alla decontribuzione, Maroni ribadisce che non produce «effetti negativi sull’importo delle prestazioni. Deve essere chiaro che non comporta necessariamente la riduzione dell’aliquota di credito». Il ministro afferma, poi, che deve essere proposto un nuovo modello italiano di Welfare nella Ue, ma la valutazione di questo modello «non può ridursi a una semplice questione finanziaria». Più «spinta» ai fondi territoriali. Per Maroni lo sviluppo di fondi previdenziali territoriali potrebbe essere molto importante per il decollo dei fondi pensione. Di qui la necessità di «rimuovere l’attuale ostracismo». Paci: credo che le prestazioni caleranno. Il presidente dell’Inps, Massimo Paci, afferma che dalle parole di Maroni «sembra di capire che il Governo accede all’idea che», a fronte di una decontribuzione, «i trattamenti pubblici debbano essere ridotti. Ci sarà un riequilibrio della spesa previdenziale». E questo, aggiunge Paci confermando di non condividere alcune parti della delega, «mi lascia più tranquillo». A sostenere che «in sé la decontribuzione non è sbagliata ma l’errore sta nel metterla a carico della prossima Finanziaria, è l’esperto previdenziale Giuliano Cazzola. Nel 2001 a quota 2 milioni gli iscritti ai fondi. Dalla relazione del presidente della Covip, Lucio Francario, emerge che continuano a crescere gli iscritti ai fondi integrativi, ma nel 2001 la corsa è rallentata rispetto agli anni precedenti. In tutto gli aderenti sono 1.987.033 per un totale di 728 fondi.

Marco Rogari
Mercoledí 22 Maggio 2002