Il tesoro taglia i fondi ai sindacati

20/10/2003





MFDenaro & Politica
Numero
206, pag. 2 del 17-10-2003
di Andrea Bassi

Nel 2004 i patronati e i centri di assistenza fiscale riceveranno 200 milioni di euro in meno.
Il tesoro taglia i fondi ai sindacati

Stretta di Tremonti dopo le polemiche dei mesi scorsi, quando in assestamento di bilancio erano stati riconosciuti molti più soldi alla Triplice. Che intanto marcia spedita verso lo sciopero generale del 24

Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, dovranno ingoiare un altro boccone amaro. Dopo la riforma delle pensioni non concertata, lo spot televisivo del presidente del consiglio Silvio Berlusconi a favore della proposta del governo e quello analogo del suo principale ministro Giulio Tremonti, ora sui sindacati arriva pure una stretta economica targata via XX Settembre. Il prossimo anno riceveranno dalla mano pubblica 200 milioni di euro in meno.

Già, perché Cgil, Cisl e Uil dal bilancio dello stato incassano un bel po’ di soldi alla voce patronati e alla voce Caaf (i centri di assistenza fiscale che gestiscono per conto delle finanze la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi). Con l’ultimo bilancio di assestamento, Tremonti aveva riconosciuto 296 milioni di euro ai patronati e 323,6 ai Caaf. Insomma quasi 1.200 miliardi delle vecchie lire, molto più di quanto preventivato inizialmente. Tanto che non erano mancate le polemiche, cavalcate soprattutto dalla Lega Nord. Ora, invece, Tremonti ha deciso di stringere la cinghia ai sindacati che si preparano a scioperare contro la sua proposta di riforma delle pensioni.

Alla voce patronati incasseranno 220,17 milioni di euro a fronte dei 323,6 iscritti nel bilancio di assestamento del 2003, mentre nelle casse dei Caaf arriveranno 200 milioni di euro tondi contro i 296 dell’assestamento. Intanto Cgil, Cisl e Uil marciano spedite verso lo sciopero generale. Ieri Epifani ha dichiarato che «i lavoratori condividono», e che sarà «una grande giornata di sciopero e di massima partecipazione».

Il governo emenda la manovra. Sono tre gli emendamenti che il governo ha presentato ieri al decretone che accompagna la finanziaria. Il primo modifica l’articolo 27 del provvedimento e riguarda gli immobili della difesa, prevedendo che in caso di vendita il tesoro debba sentire il ministero guidato da Antonio Martino.

Ma su questo fronte c’è da registrare anche un emendamento presentato dall’Udc, che invece ripropone il testo bocciato dal parlamento (con il governo uscito battuto dalla votazione) e che prevedeva la messa in vendita di ben 4.500 alloggi dei militari. Il secondo emendamento presentato dall’esecutivo, invece, interessa i lavoratori esposti all’amianto.

La nuova norma estende a tre categorie (ferrovieri, portuali e marittimi) i benefici previdenziali previsti dal decretone. Infine, il terzo emendamento riguarda la cosiddetta Tecno-Tremonti, la norma per agevolare gli investimenti in tecnologia. La modifica proposta dal governo amplia il raggio d’azione del provvedimento, estendendolo anche ai consorzi di imprese che investono in innovazione e ricerca.

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