Il “tesoretto” al lavoro dipendente

25/10/2007
    giovedì 25 ottobre 2007

      Pagina 4 – Economia

        Approvato in commissione l´emendamento alla Finanziaria sulla destinazione del prossimo, eventuale extra-gettito

          Il "tesoretto" al lavoro dipendente
          Stretta sui derivati, ok del governo

            Il cardinal Bertone: più risorse alle famiglie

              ROBERTO PETRINI

              ROMA – Meno tasse al lavoro dipendente con i proventi dell´extragettito fiscale del 2008. Sul doppio binario sul quale al Senato stanno camminando la Finanziaria (Commissione Bilancio) e il decretone (in aula), cominciano ad emergere nero su bianco le prime novità. Ieri è stato approvato un emendamento all´ormai celebre articolo 1 dove si danno indicazioni vincolanti all´utilizzo del «tesoretto»: mentre lo scorso anno furono menzionati gli «incapienti» (ai quali è stato indirizzato il bonus di 150 euro contenuto nel decreto), quest´anno si mira a rafforzare la politica dei redditi con l´invito esplicito a destinare il surplus al lavoro dipendente. «E´ una risposta importante alla questione salariale», ha detto il relatore alla Finanziaria Legnini (Ulivo) che ha rilevato come il tema sia stato posto dai sindacati (che per novembre hanno messo in agenda una mobilitazione sul salario), ma anche da Bankitalia e dalla stessa Confindustria. E´ stata invece scartata l´ipotesi, contenuta in una prima formulazione, di intervenire direttamente sul fiscal drag per evitare di agire sulle aliquote Irpef estendendo così il beneficio a tutti i contribuenti e non solo al lavoro dipendente.

              Si va verso una composizione anche sulla questione degli investimenti da parte di enti locali e Regioni nei prodotti finanziari derivati oggetto di un emendamento di Fi che intendeva limitarne la consistenza al 5 per cento del totale delle spese. Il ministro dell´Economia Padoa-Schioppa si è espresso con cautela: ha rilevato che le operazioni non hanno comportato situazioni di «dissesto finanziario» negli enti locali, che non si possono imporre «divieti» che rischierebbero la incostituzionalità ma che è auspicabile una maggiore «trasparenza» e che dunque un emendamento in tal senso avrebbe il disco verde del Tesoro. Il fenomeno descritto da Padoa-Schioppa è di dimensioni rilevanti: sono 525 gli enti territoriali che hanno stipulato contratti finanziari derivati per oltre 1 miliardo di euro. Tra loro 17 regioni e anche 4 comunità montane. Più esposti sono i comuni (674 milioni) seguiti da Regioni (278 milioni) e province (99 milioni).

              Quanto alla famiglia, ieri mentre la Finanziaria era in discussione in Parlamento è intervenuto il Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone : «Le difficoltà delle famiglie di arrivare a fine mese sono reali. Mi auguro che le promesse del governo siano mantenute. Il problema è quello delle risorse limitate: noi chiediamo che siano impiegate a favore della famiglia, dei figli, della solidarietà». Parole che danno il segno di un certo movimento tra le file cattoliche della maggioranza interpretate da Luigi Bobba (Ulivo) che ieri ha continuato a chiedere più fondi per il 5 per mille e ha contestato la maggiorazione di 150 euro di detrazioni per i figli della mamme lavoratici. In serata fonti di Palazzo Chigi hanno espresso «condivisione per le parole» di Bertone.

              Scende in campo autorevolmente anche la Farnesina, con il segretario generale Giampiero Massolo che ieri, in commissione esteri della Camera, ha detto che «con l´attuale volume di risorse risulta dubbia la possibilità di mantenere la rete estera nella sua attuale configurazione».

              Infine la questione blog: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Levi ha fatto retromarcia sull´obbligo di registrazione dei blog . Con un comma aggiuntivo, presentato ieri, al ddl di riforma dell´editoria ha escluso l´obbligo di iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione per i siti internet.