Il terziario privato in Italia, Presentazione

Presentazione

Perché la Filcams in questo primo mese del 2002 decide di pubblicare uno Studio che si rifà a fonti, alcune riferite al 2000, ma altre datate – anche di 5 anni –, a poche settimane dal ritiro delle schede del censimento 2001?

Perché la Filcams non vorrebbe fare come quel tizio il quale aveva perduto “le chiavi” in un vicolo buio, ma continuava a cercarle sotto un lampione della strada principale.

Vorremmo cercare “le chiavi” laddove crediamo che siano! Comprese le “chiavi di lettura” della realtà che rappresentiamo.

Il lavoro chiesto all’Ires è stato quello di iniziare a “costruire un modello” che estrapolasse dalle fonti ufficiali del Censimento, della Contabilità nazionale, dalle ulteriori rilevazioni Istat e di altri istituti di ricerca, i dati riconducibili “ai comparti di area Filcams”.

L’obiettivo è “dotarsi di uno strumento interpretativo” su: evoluzione, dimensione, numero di addetti e di dipendenti, tipologia dei rapporti di lavoro, valore aggiunto, p roduttività, andamenti salariali… di un settore ampio, articolato, diffuso sull’intero territorio nazionale quale quello rappresentato dai “comparti di area Filcams” .

La Filcams è una confederazione nella Confederazione.

Non solo perché si confronta con Confederazioni (si pensi ad esempio a Confcommercio e Confesercenti, oltre alle altre Associazioni della Cooperazione, delle Libere professioni , dell’Artigianato, alla stessa Confindustria) e direttamente con le Istituzioni – sia nazionali che al livello decentrato – sulle politiche di interi settori (il Commercio, il Turismo…); ma anche perché rappresenta lavoratori/lavoratrici e rinnova i ccnl di gran parte del terziario privato; con lavoratori, specie quelli degli appalti di servizi, occupati anche nell’industria e nel settore pubblico.

Il Rapporto inizia con un’analisi del terziario nella sua evoluzione in dimensione e u ropea, si chiude con un’appendice riferita al numero dei dipendenti che nel 1996 erano occupati, provincia per provincia, in ognuno dei tre comparti riconducibili alla Filcams.

Questo studio potrebbe quindi divenire anche uno “Strumento per misurarsi” sia in riferimento allo sviluppo della negoziazione nazionale e decentrata, ma anche sotto il profilo organizzativo.

Gli strumenti interpretativi della realtà economica e occupazionale del paese, compreso il Censimento, non sono strutturati in modo tale da fornire una lettura di insieme dei “comparti di area Filcams” e i dati ufficiali non riescono a riprodurre le nostre aree
contrattuali .

Lo studio che viene presentato in questo rapporto è perciò ancora un “modello in progress”; sia perché non è stato ancora possibile estrapolare dai dati ufficiali il quadro preciso di tutti i comparti, settori e sub-settori riconducibili all’area Filcams – per fare degli esempi: nella definizione “Altri servizi per la persona” vi sono attività quali il facchinaggio o le lavanderie a secco; come alla voce “Attività professionali” manca tutto il comparto medico, si pensi a quante lavoratrici sono occupate presso Studi odontoiatrici –; sia perché questo studio si cimenta per la prima volta in un’analisi economica, salariale, occupazionale complessa, come è la Filcams.

Uno strumento che andrà progressivamente raffinato con il contributo di ricercatori e studiosi, ma anche con quello del dibattito interno alla categoria, colmando così gli spazi vuoti e rifinendo lo Studio nelle fasi successive.

Un modello interpretativo che ci consentirà una lettura in “chiave comparti di area Filcams” già dei primi dati del Censimento 2001, non appena saranno pubblicati.

Obiettivo della Filcams è dare continuità a questo “Rapporto” sviluppandolo e prevedendo approfondimenti sia nei singoli comparti che per pezzi degli stessi, sia per ambiti territoriali più mirati; e sarà consultabile, con anche gli aggiornamenti che periodicamente seguiranno, all’indirizzo www.filcams.cgil.it

IVANO CORRAINI
Segretario generale Filcams