Il tasso generale stabile all´8,6%, crescono gli scoraggiati. Sacconi: aiuteremo le donne con detassazioni mirate

02/03/2011


Disoccupazione giovanile a un passo dal 30%
ROMA – Sprofonda il tasso di disoccupazione giovanile, che a gennaio raggiunge il 29,4%, il valore più alto dal 2004 (inizio delle serie storiche dell´Istat). Solo Spagna (43,1%), Slovacchia (37,7%) e Ungheria (30,5%) sono in una situazione peggiore. Ma non è che agli italiani (e soprattutto alle italiane) over 25 vada tanto meglio: è vero che il tasso di disoccupazione è stabile all´8,6% per il terzo mese consecutivo, ma gli occupati calano dello 0,4% rispetto a dicembre (+0,3% gli uomini, +0,5% le donne). Si diffonde la sfiducia: gli inattivi aumentano rispetto a dicembre dello 0,5%, (+ 80.000 unità), tanto che il tasso di inattività sale al 37,8% dal 37,6% di dicembre. Su base annua la crescita del numero dei disoccupati è del 2,8% (+58.000 unità).
Una situazione lontana anni luce da quella della Germania, dove il tasso di disoccupazione a febbraio è sceso al 7,3%, attestandosi ai minimi dal ‘92. Bisogna dare «priorità alla creazione di nuovi posti di lavoro», ammette il ministro dello Sviluppo Economico Romani. Sarebbe l´ora che il governo lo facesse, replica il segretario del Pd Bersani, definendo il dato sull´occupazione «una questione serissima che il governo si ostina a negare». Altrettanto duri i sindacati, dal segretario della Cgil Camusso («dati pesantissimi») a quello della Cisl Bonanni («a pagare sono le figure più deboli»).
Per rilanciare l´occupazione femminile (il tasso è al 46,3%, contro il 67,2% maschile) il ministro del Lavoro Sacconi ha presentato alle parti sociali una bozza di linee guida per favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, che prevede il telelavoro in alternativa ai congedi parentali, orari flessibili nei primi 3 anni di vita del bambino, part time, lavoro ripartito o intermittente, un buono prepagato per la baby sitter, tutte misure che usufruirebbero della detassazione del 10%.