Il supermercato fa la scorta di euro

04/06/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Grande distribuzione – Entro la fine di giugno le imprese devono comunicare alle banche il fabbisogno di monete e banconote

    Il supermercato fa la scorta di euro
    Vincenzo Chierchia
    Giugno sarà il mese cruciale per l’operazione decollo dell’euro nel settore del largo consumo. Secondo il documento elaborato dal Comitato, istituito qualche mese fa dalle imprese di produzione e dalle catene commerciali, bisognerà comunicare alle banche, entro e non oltre il 30 giugno, il proprio fabbisogno di monete e banconote. Un primo termine, indicativo, è già scaduto il 30 maggio. Ma la partita vera si giocherà nelle prossime quattro settimane, quando decine di migliaia di imprese saranno chiamate a fare i conti e a comunicare le proprie richieste agli istituti di credito, per affrontare con sufficiente disponibilità due fasi importanti: innanzitutto la cosiddetta prealimentazione, ossia la disponibilità di liquidità prima del gennaio 2002 e, in secondo luogo, le prime due settimane, cruciali, della cosiddetta dual-currency (dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002). Due settimane per le quali gli scenari ipotizzati un po’ da tutti gli istituti di ricerca sono apocalittici nella migliore delle ipotesi. Del resto a livello europeo le associazioni del largo consumo, Eurocommerce e Ugal in pole position, d’intesa anche con l’Europarlamento stanno facendo un pressing incessante sulla Bce e sui Governi affinchè il debutto dell’euro sia il più soft possibile per scongiurare effetti duramente penalizzanti per le attività commerciali e per i consumi. Il Comitato euro per il largo consumo, con il coordinamento dell’istituto Indicod (l’organismo che gestisce il codice a barre-Ean in Italia), ha realizzato una stima del fabbisogno di euro nella grande distribuzione almeno, per far fronte alle prime due settimane di debutto della nuova moneta europea. Il fabbisogno complessivo oscilla, secondo questa stima, tra un minimo di 976 milioni di euro circa (ossia circa 1.800 miliardi di lire) e un massimo di un miliardo e 253 milioni di euro (circa 2.500 miliardi di lire). Le cifre del «changeover» lira-euro sono elevatissime: 2,4 miliardi di banconote pari a 97 miliardi di euro, 9,5 miliardi di monete pari a oltre 3,5 miliardi di euro. Mobilitati 26mila sportelli bancari e 14mila uffici postali per fornire assistenza a imprese e consumatori. Oltre 20mila punti vendita della distribuzione moderna e oltre 800mila nel complesso negozi di tipo tradizionale, per i quali peraltro l’aggiornamento del software alle casse procede con ritmi tali che probabilmente una buona metà rischia di mancare all’appuntamento. In circolazione ci saranno 30 milioni di «kit» di euro per i consumatori e 1,2 milioni di «kit» di diversa composizione per le imprese. Il sistema bancario veicolerà 2,4 miliardi di banconote, dalle Poste dovrebbero arrivare 9,5 miliardi di monete. I consumatori potranno approvigionarsi ai Bancomat o agli sportelli automatici postali dal 1° gennaio 2002 di banconote da 50 e 10 oppure da 20 e 10 euro. Il Piano euro del largo consumo prevede poi per le imprese 1,2 milioni di «kit» da 315 euro e per i consumatori 30 milioni di «kit» del valore di 12,91 euro. Per le famiglie i «kit» saranno composti solo di monete, 53, pari appunto a 12,91 euro ossia 24.997,25 lire. Questo è un punto molto critico — come rilevano all’Indicod — in quanto la mancanza di banconote nei «Kit» rischia comunque di creare problemi ai consumatori. Anche i «kit» di euro da dare in prealimentazione alle imprese commerciali, del peso di 4,8 chilogrammi, prevedono solo monete e non banconote. L’inizio della diffusione dei «kit» dovrebbe poi partire all’inizio di ottobre di quest’anno. Per le banconote si dovrebbe attendere almeno fino a dicembre. Il Comitato euro largo consumo ha comunque acceso i riflettori su una serie di fattori critici per la riuscita dell’operazione. Innanzitutto sarà opportuno effettuare un’alimentazione sufficiente del dettaglio tradizionale, così come sarà decisivo il livello di mobilitazione del dettaglianti stessi nella prealimentazione dagli istituto di credito. Sarebbe poi opportuno — a parere del Comitato — che venissero incrementate le risorse logistiche per effettuare questa enorme operazione di trasferimento di contanti, e che fossero predisposte misure di sicurezza omogenee, avendo anche cura di assicurare l’alimentazione in maniera efficiente per i vari segmenti commerciali. Per questo motivo la «mobilitazione» delle imprese del dettaglio tradizionale e della distribuzione moderna da questo punto di vista sarà assolutamente cruciale a questo punto, in quanto si dovrà operare su due fronti: la prealimentazione in vista del debutto dell’euro, e la provvista di nuove monete e banconote per la gestione delle prime due settimane almeno di changeover. A questo scopo gli specialisti dell’Indicod, in collaborazione con il Comitato euro per il largo consumo, hanno messo a punto dei modelli previsionali per effettuare una stima dei flussi di cassa e quindi dei fabbisogni della nuova valuta. Si tratta appunto di modelli che hanno come obiettivo finale la determinazione del fabbisogno di contenitori di euro in base alle esigenze di ogni singolo punto vendita. L’analisi si estende anche alle operazioni gestite dai distributori automatici delle banche. Non va poi dimenticato – spiegano all’Indicod — che per alcuni giorni un grosso fattore critico sarà dato dalla gestione di flussi di cassa di lire (in pagamento) con euro (di resto), acanto ai semplici pagamenti effettuati direttamente in euro. Anche da questo punto di vista le stime sui flussi di cassa da parte dei negozi saranno decisive per evitare il caos.
    Lunedí 04 Giugno 2001
 
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