Il supermercato è chiuso Avviso ai clienti

17/04/2001
   


14 Aprile 2001

Il supermercato è chiuso Avviso ai clienti
E’ stata un successo, ieri, la giornata di blocco dei lavoratori del commercio. Alte le adesioni dei lavoratori in tutti i grandi gruppi della distibuzione alimentare: tra il 70 e il 90 per cento ovunque

E MANUELA CARTOSIO

‘andato bene lo sciopero del commercio, 1 milione e 400 mila addetti che aspettano da gennaio di rinnovare il secondo biennio contrattuale (quello economico). Per sfizio personale, diamo per prima l’adesione all’Ortobell: 100%. E’ l’azienda di San Paolo D’Argon (Bergamo) dove si lava e si impacchetta l’insalata. Il 95% dei lavoratori dell’Ortobell, sponsor dell’Atalanta, sono marocchini. Di loro ci siamo occupati per raccontare come e perché hanno cercato il sindacato e hanno eletto le Rsu. Tutti i delegati Ortobell sono marocchini, un caso unico in Italia.
Questi i dati forniti dalla Filcams Cgil nazionale. Nella catena Rinascente Auchan, adesione del 70% a Genova, del ’95% a Catania Misterbianco, del 100% a Le Gru di Torino. Alla Rinascente di Piazza Duomo ha scioperato il 95% degli addetti, casse aperte solo fino al terzo piano, fatte funzionare dai dirigenti. Chiusura totale alla Agfa color e alla Cgt di Milano. Adesioni superiori al 90% in tutti i depositi che rifoniscono le farmacie lombarde. In Piemonte adesione media del 90%, 70% quella alla Standa, con chiusura del punto vendita di Moncalieri. Sciopero totale al Carrefour e alla libreria Feltrinelli di Torino. Pam di Venezia e Treviso 80%, Coin Veneto media del 70%. 60% la media nazionale all’Ikea. 60% alla Esselunga di Campi Bisenzio (Firenze). Decisamente più basse le adesioni nelle altre Esselunga.
Oltre ai picchetti, nelle grandi città ci sono stati presidi e speakeraggi per invitare la clientela a rinviare gli acquisti. In Piazza Duomo, di fronte alla Rinascente, manifestazione con trecento persone rifocillate dalla pizza offerta dalle Rsu.
"Abbiamo colto nel segno", commenta Ivano Corraini, segretario Filcams, "in ballo non c’è solo lo scarto tra le 115 mila lire che chiediamo e l’offerta ultimativa della Confcommercio di 70 mila lire a regime". In gioco c’è la messa in discussione da parte dell’organizzazione di Sergio Billé della "base di calcolo" per gli aumenti salariali, fissata dall’accordo del 23 luglio. Le resistenze di Confcommercio "assomigliano parecchio" a quelle di Federmeccanica. In pubblico Billé si smarca da Confindustria e fa il morbido con Cofferati. Ma al tavolo contrattuale, "
il pasticcere ridiventa duro, sta dalla parte sua e ci sta bene, a quanto pare". Gli indicatori del settore sono tutti positivi. Negli ultimi 6 mesi i consumi sono aumentati. Certo, più al Nord che al Sud, più negli ipermercati che nella distribuzione tradizionale. Ma persino in quest’ultima, decimata in passato dalla grande distribuzione, il trend si è invertito: si aprono più negozi. Dunque, i profitti sono aumentati. I diritti sindacali sono l’altro punto su cui si sono interrotte le trattative. Non con la Lega delle Coop che tratta e offre un aumento di 75 mila lire, senza però dire "prendere o lasciare".
A Firenze i sindacati segnalano un utilizzo maggiore di lavoratori interinali. Rimpiazzare il personale in sciopero con gli interinali è vietato sia dalla legge che dal contratto. A Milano correva voce di un supermercato dove le merci sugli scaffali le hanno messe i dipendenti dell’impresa di pulizia.