Il supermarket tira il freno

29/04/2003



              Martedí 29 Aprile 2003
              Commercio
              Il supermarket tira il freno

              A marzo le vendite nelle grandi catene sono salite del 2,1% contro il 10,5 del mese precedente


              MILANO – Vendite in frenata a marzo nella grande distribuzione. Gli acquisti di prodotti di largo consumo hanno sicuramente accusato l’effetto guerra, mentre sul fronte statistico occorre ricordare che quest’anno l’effetto Pasqua sarà apprezzato in aprile. Comunque la crescita dei volumi venduti sembra dimezzata, in generale. Negativi i risultati di vendita dei piccoli supermarket. Brusca caduta per gli alimentari confezionati (-8,3% in valore).

              Il trend. A marzo AcNielsen ha dunque stimato una crescita delle vendite (in valore) del 2,1% su base tendenziale. Una netta decelerazione se si tiene conto del fatto che il 2003 ha esordito con un +11,4% seguito da un +10,5% a febbraio. Difficile stimare l’effetto Pasqua; comunque secondo una ricognizione preliminare tenendo conto delle differenze di calendario la frenata delle vendite si attenua ma resta significativa.
              E le stime sulle quantità vendite nella grande distribuzione confermano il rallentamento di marzo. La crescita su base tendenziale del numero di confezioni transitate alle casse si attesta sul 4,1% in decelerazione dunque rispetto al +8,6% di gennaio e al +8,3% di febbraio.
              Nel frattempo la pressione promozionale resta, nel complesso, alta e segna anche un progresso rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. AcNielsen ha rilevato una pressione promozionale è pari al 19,4% in marzo con un aumento dell’1,1% rispetto al 2002. In pratica un prodotto su cinque viene stabilmente venduto in promozione.

              I canali. Negli ipermercati, peraltro, la pressione promozionale aumenta, ma le vendite frenano. A marzo la pressione promozionale è salita a quota 26,3% (+1% sul 2002). In pratica più di un prodotto su quattro è in offerta speciale. La crescita delle vendite in valore è però calata al 5% dal +15,2% di febbraio che a sua volta seguiva il +18% di gennaio.
              Migliore il dato sulle confezioni vendute: +8,7% anch’esso però in netta decelerazione dopo i risultati dei primi due mesi dell’anno (rispettivamente +15,9% e +12,8%). Negli ipermercati la pressione promozionale nel giro di tre mesi è salita poi di oltre tre punti percentuali.
              Più sensibile la frenata nei supermercati: +1,2% le vendite in valore a marzo dopo il +9,7% di gennaio e il +9,5% di febbraio. Tengono le quantità: +4% le confezioni vendute (+7,1% in gennaio e +8,3% in febbraio). Nei supermarket la pressione promozionale si è mantenuta stabile sul 18,8% (+1,4% rispetto allo stesso mese del 2002).
              Negativi invece i risultati dei piccoli supermarket di quartiere (superette). È stata rilevata una flessione dello 0,9% in valore e dello 0,9% in volume a fronte di una pressione promozionale attestata sul 10,6% (+0,2% appena rispetto al 2002).

              Le aree. Superiori alla media i risultati di vendita rilevati nelle regioni del Nord-Ovest, anche se in frenata. In valore le vendite hanno fatto registrare un progresso del 4,2% mentre la crescita degli acquisti in volume si è attestata sul 5,4 per cento.
              Più consistente la frenata registrata nel Nord-Est: la crescita delle vendite è precipitata (in valore) al +0,5% dal +7,2% di febbraio. Sensibile anche il rallentamento in quantità: +1,3% a marzo dal +4,6% di febbraio.
              Gelata sugli acquisti anche nelle regioni del Centro Italia: + 0,7% le vendite (in valore) a marzo dal +9,7% di febbraio; in volume la crescita si è dimezzata (+4,2% dall’8% di febbraio).
              Brusca decelerazione anche al Sud: il tasso di crescita è franato all’1,5% (in valore) dal +14,9% rilevato in febbraio; in volume la crescita è stata del 5,1% (+11,8% il mese precedente).

              VINCENZO CHIERCHIA