Il sultano del Brunei sceglie il top: Danieli e Principe di Savoia

15/01/2003



    Martedí 14 Gennaio 2003

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    Il sultano del Brunei sceglie il top: Danieli e Principe di Savoia
    NICOLA DANTE BASILE


        MILANO – Con la discrezione abituale delle case regnanti, il sultano del Brunei avrebbe opzionato due tra i più lussuosi alberghi italiani dove in passato ha avuto modo di soggiornare, vale a dire l’hotel Principe di Savoia di Milano e l’hotel Danieli di Venezia, residenza di magnati dell’industria, divi del cinema e signori del petrolio. Questa volta Sua Altezza reale Haji Hassanal Bolkian, considerato uno degli uomini più ricchi della terra grazie alle ricchezze presenti nel sottosuolo del sultanato (nella foto Ap il palazzo regale), non si è limitato a prenotare la suite più costosa d’Europa (quella del Principe costa 8.713 euro per notte), ma avrebbe deciso di rilevare l’intera proprietà che la catena di controllo Starwood ha deciso di mettere in vendita. Ad acquistare sarebbe stato il Dorchester group di Londra controllato dal sultano. Al Sole-24 Ore risulta che la lettera di intenti è stata firmata già venerdì. Interpellati, entrambi i gruppi si sono rifiutati di fare commenti.
        È da quasi due anni che Starwood sta cercando acquirenti per alcuni dei suoi prestigiosi alberghi italiani già Ciga ed ereditati dal gruppo Sheraton: tra questi vi sono i grandi resort della Sardegna (Cala di Volpe, Romazzino e altri) per i quali sono tuttora in lizza più pretendenti: si parla di un valore stimato sui 350 milioni di euro (si veda il Sole 24 Ore di domenica 12 gennaio). Quanto al Principe e Savoia e al Danieli la proprietà aveva escluso che potessero seguire la stessa sorte, anche se non erano mancate manifestazioni di interesse. L’esclusività dei due siti e il rango dell’acquirente hanno fatto sì che le trattative avessero un approccio assai più riservato. Fino a quando si è arrivati alla lettera d’intenti, che ora dovrà essere esercitata entro 90 giorni. I due alberghi, 5 stelle lusso, 635 stanze (il Principe da solo ne possiede 404 comprese 133 suite) e altrettanti dipendenti, hanno un grado di occupazione delle stanze che oscilla tra il 70 e il 75%, piuttosto alta in un periodo in cui tutto il sistema alberghiero mondiale ha fatto i conti con la débâcle di presenze seguita all’11 settembre. Considerati tra i più rappresentativi per il servizio offerto e quindi tra i più ricercati e cari, i due alberghi italiani rientrano pienamente nella filofosia che sta alla base del Dorchester group: la catena è stata costituita dal sultano all’indomani dell’acquisizione, nel ’96, dell’esclusivo The Dorchester in Park Lane (Hyde Park) in uno stabile realizzato nel 1792 dall’architetto italiano Lewis Vulliami. Al Dorchester group fanno altresì capo altri tre alberghi dello stesso livello del primo, quali il Beverly Hills hotel, in California, il Plaza Athenee e il Meurice Hotel a Parigi: un piccolo gruppo cui ora vanno ad aggiungersi le due perle italiane. Con il sultano Haji Hassanl Bolkian ritroveranno quell’aureola regale temporaneamente persa con l’uscita di scena dell’Aga Kahn.