«Il Sud resta la priorità»

27/03/2003



              Giovedí 27 Marzo 2003
              «Il Sud resta la priorità»

              Mezzogiorno – Confindustria lavora con Cgil, Cisl e Uil a un documento comune mentre Sviluppo Italia prepara il contratto per attrarre investimenti

              LINA PALMERINI


              ROMA – Il primo incontro si è chiuso con un passo avanti. Confindustria e sindacati s’impegneranno nei prossimi giorni a scrivere un documento comune da presentare al Governo. Sul Mezzogiorno, uno dei quattro tavoli del confronto sulla politica industriale, ieri si è parlato essenzialmente delle priorità politiche, senza affondare su quali saranno gli strumenti e quante le risorse per mettere a punto il rilancio del Sud. Tutti concordano: il Mezzogiorno è la parte del Paese da recuperare e anche sulle strategie, tranne qualche differenza, sembrano esserci punti di vista comuni. L’attrazione degli investimenti, il ruolo di Sviluppo Italia, il rilancio della programmazione negoziata indirizzandola sulla qualità degli investimenti (soprattutto in innovazione e formazione), la rivisitazione del contratto di programma, una riflessione sull’utilizzo dei Fondi europei anche in vista dell’allargamento Ue. Sono questi i punti cardine del documento di Cgil, Cisl e Uil. Punti su cui c’è un assenso di massima degli industriali che però non vogliono enfatizzare troppo il ruolo della programmazione negoziata. C’è invece forte sintonia sull’esigenza di trovare strumenti di marketing e attrazione degli investimenti da orientare nelle regioni meridionali. La formazione, l’alternanza studio-lavoro, la necessità di mettere in sintonia il mondo scolastico e i bisogni delle azienda sono i temi su cui ieri Stefano Parisi, direttore generale di Confindustria, e Maria Rosario Averna, consigliere per il Mezzogiorno, hanno spinto di più. C’è poi un appuntamento imminente. Quello della riprogrammazione delle risorse per le varie agevolazioni previste per il Sud. Un appuntamento su cui Confindustria e sindacati vogliono dire la loro al Governo dopo i pasticci della scorsa estate. Anche i presidenti delle Regioni verranno coinvolti nel dialogo che si è aperto tra le parti sociali per scavalcare le difficoltà burocratiche e concertare uno sviluppo sul territorio. Già da oggi i tecnici di Viale dell’Astronomia e delle tre confederazioni si vedranno per cominciare a concordare un testo. L’orizzonte, come per gli altri tavoli sulla politica industriale, è quello del Documento di programmazione economico e finanziario che il Governo dovrà mettere a punto prima dell’estate. E dove ci saranno primi stanziamenti utili per curare il Paese dalla crisi di competitività su cui ormai tutti concordano, le imprese che per prime hanno lanciato l’allarme ma anche i sindacati e la politica. I commenti a caldo, al termine dell’incontro di ieri, erano tutti positivi. Per i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil ci sono ampi margini perché si arrivi a una proposta comune. «La volontà di tutti è questa: fare un’unica proposta da sottoporre all’Esecutivo. I punti che ci accomunano sono numerosi – ha spiegato Paolo Pirani, segretario confederale Uil – come sono simili le aspettative che abbiamo nei confronti del Governo anche in vista del prossimo semestre Ue di presidenza italiana. Mi riferisco soprattutto ai fondi strutturali».