“Il sommerso è un´emergenza”

29/04/2002


 
Pagina 29 – Economia
 
Al G8 il ministro del Welfare conferma le difficoltà a far uscire le imprese dal "nero"
 
"Il sommerso è un´emergenza"
 
Maroni: intervenga la Ue. No a nuovi prepensionamenti
 
 
 
 
DAL NOSTRO INVIATO
RICCARDO DE GENNARO

MONTREAL – Il governo riconosce che, per il momento, il decreto sul «lavoro nero» non ha funzionato. E´ per questo che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ora chiede alle parti sociali di accantonare le polemiche e di definire insieme «una strategia efficace per combattere il problema del sommerso». Maroni riferisce di aver richiamato fortemente l´attenzione dei colleghi del G8 del Lavoro, che si è chiuso ieri qui a Montreal, su questo punto: «In particolare, ne ho parlato con il ministro russo, il quale mi ha detto che anche nel suo paese il problema è enorme e che gli interventi adottati si sono rivelati inefficaci» . Maroni sollecita anche un intervento dell´Unione europea: «Mi pare che i dati dell´Fmi siano straordinariamente eloquenti e indichino un´emergenza assoluta: le stime per l´Italia parlano di un sommerso che equivale al 27% del Pil e di una percentuale di lavoratori in nero che varia dal 30 al 48% del totale dei lavoratori attivi, mentre a livello europeo ci sono 20 milioni di lavoratori irregolari e senza diritti» .
Sul tema del sommerso, il governo è «pronto a fare una riflessione approfondita con le parti sociali» , precisa Maroni, il quale – su un altro versante – esclude che l´esecutivo abbia intenzione di rispolverare i vecchi prepensionamenti. Al leader della Cgil, Sergio Cofferati, ricorda infatti che «ai tempi della discussione sulla delega previdenziale c´erano state richieste da parte di qualche gruppo industriale per la predisposizione di un pacchetto riguardante la mobilità lunga: noi abbiamo detto di no allora e la nostra linea non è cambiata, i problemi sono altri» .
Per Maroni, non è un problema neppure l´articolo 18. Al leader della Uil, Luigi Angeletti, che chiede di riprendere il confronto dai 7 milioni di lavoratori senza tutele il ministro del Welfare ribadisce che «prima bisogna stabilire che cosa significa riprendere il dialogo, perché il governo non ha intenzione di ripartire da zero» . Secondo Maroni, infatti, «il nostro pacchetto di misure per la riforma del mercato del lavoro contiene una sola proposta che i sindacati non accettano mentre sul resto – gli ammortizzatori sociali, il collocamento, le nuove tipologie contrattuali e la formazione – c´è stata un´ampia e positiva discussione: il governo è disponibile a discutere di tutto, salvo che questo significhi ripartire da zero» .
Dal G8 del Lavoro non sono tuttavia emerse indicazioni sui contenuti di eventuali «riforme strutturali» , a parte l´obiettivo di una maggiore «inclusione sociale» delle fasce delle donne, degli immigrati e dei disabili. Tutte le sessioni dei lavori si sono svolte a porte rigorosamente chiuse e l´agenda dei lavori sarebbe stata scritta da Stati Uniti e Canada, che hanno imposto come centrale il tema della «formazione continua» . Il documento finale, tuttavia, è piuttosto vago e non contiene impegni o livelli di spesa su questo fronte da parte dei rispettivi governi. Nelle conclusioni si legge che, secondo i paesi del G8, la sfida è quella di sradicare la povertà, rispondere all´evoluzione demografica e sviluppare l´economia e la società, che devono essere fondate sul sapere.