Il sommerso alla prova dei Cles

29/10/2002



          29 ottobre 2002

          NORME E TRIBUTI
          Il sommerso alla prova dei Cles

          L’agenda del Parlamento – In commissione Lavoro a Montecitorio riprende la discussione sulla proroga

          Lu.Ca.


          Oggi in commissione Lavoro alla Camera riparte la discussione sul Ddl di conversione in legge del decreto legge 210/2002 con la proroga del sommerso, il rinnovo dei bonus per le imprese edili e la conferma per un altro anno del «tempo supplementare» in caso di part time. Nonostante le critiche del presidente della commissione, Domenico Benedetti Valentini, sull’introduzione dei Cles, i Comitati per il lavoro e l’emersione dal sommerso («Superfluo, ha detto Benedetti Valentini e dispendioso aggiungere nuovi organismi oltre a quelli già esistenti») sembrano avviate a conferma le modifiche apportate dal Senato. Tra queste, anche la possibilità di procedere, nell’ambito del Cles, all’approvazione, in caso di discordanti valutazioni, del piano di emersione progressiva, sempre che sia raggiunto il voto favorevole di almeno i quattro quinti dei rappresentanti delle parti sociali. A questo punto, e in merito a quest’ultimo emendamento, occorre però fare una riflessione. I Cles sono composti da 16 membri, otto dei quali designati dai ministeri interessati e otto designati in maniera paritetica dalle organizzazioni sindacali, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro. Il Dl 210/2002 prevede poi che i Cles siano integrati dai comitati provinciali per l’emersione istituiti ai sensi dell’articolo 78, comma 4 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Ora, però, il comma 3 emendato stabilisce non l’integrazione dei Cles con tali Comitati, ma il "raccordo" tra i due organismi. Nulla viene però viene precisato circa le modalità per realizzare in modo efficace questo raccordo, né quali siano gli effetti di tali rapporti. Peraltro, i comitati previsti dall’articolo 78 sono istituiti soltanto nelle Province di sette Regioni, comprese le Province autonome, su 20 («Il Sole-24 Ore» del 21 ottobre scorso); sono costituiti da 15 membri, di cui sette in rappresentanza delle amministrazioni interessate e otto delle parti sociali. Con l’emendamento è stato anche previsto che questi ultimi Comitati siano integrati da un membro per ciascuna delle parti sociali che hanno sottoscritto l’avviso comune del 19 luglio scorso, che non siano già rappresentate per effetto della precedente disposizione. Poiché il comma 4 dell’articolo 78 ne prevedeva otto e poiché le parti sociali che hanno sottoscritto l’avviso comune sono 35 (alcune, come la Cgil, non lo hanno sottoscritto, ma erano già rappresentate), ne consegue che questo Comitato è ora costituito da 37 membri rappresentanti le parti sociali, oltre ai sette membri rappresentanti le amministrazioni competenti, per complessivi 45 soggetti.