Il sommerso

25/07/2001
La Stampa web

 


Mercoledì 25 Luglio 2001

Il sommerso
La Stampa

ROMA

Preoccupazione del Fondo Monetario Internazionale per il peso e gli effetti del sommerso sull’economia italiana. Gli ispettori del Fmi, in un incontro stamani con Confindustria, hanno chiesto in particolare se le misure per combattere il sommerso «non siano un condono fiscale». Un quesito che, secondo quanto riferito da chi ha partecipato all’incontro, poteva lasciare intendere una convinzione da parte degli economisti di Washington riguardo ai provvedimenti adottati dal Governo. Differente il giudizio di Confindustria che, come ha spiegato agli ispettori del Fmi il direttore del Centro Studi Giampaolo Galli considera queste misure contro il sommerso «l’unica strada possibile per combattere questa realtà».
«Abbiamo parlato a lungo di sommerso», ha spiegato Galli riferendo del primo incontro romano della missione del Fmi, giunta in Italia lunedì. Ma gli ispettori di Washington hanno mostrato preoccupazione per la natura delle misure adottate dal Governo? È stato chiesto al chief economist di Confindustria. «Come prima domanda – ha risposto Galli – hanno voluto sapere se si trattasse di condono fiscale, non so se questo riflettesse un giudizio, ma il quesito era formulato in questo modo».
L’interesse del Fmi sembra assumere una rilevanza consistente anche alla luce dell’enorme peso del sommerso in Italia indicato proprio ieri in un rapporto dell’Istat. Secondo i dati aggiornati al 1998 rilevati dall’istituto di statistica, il valore aggiunto di questa particolare area dell’economia è compreso tra i 300 ed i 320.000 miliardi di lire. E la stragrande maggioranza dell’economia «in nero» si concentra nel terziario, dove il valore aggiunto viaggia infatti fra i 243.610 miliardi e i 238.384 miliardi di lire, contro i 52.417-64.722 miliardi del settore industriale e i 17.395 miliardi dell’agricoltura.
Oltre ad incentrare l’attenzione sulla piaga del sommerso, comunque, l’incontro con i responsabili di Confindustria è stata l’occasione per gli economisti del Fondo Monetario per farsi disegnare un quadro a 360 gradi della situazione dell’Italia. «Ci hanno chiesto una valutazione sul quadro macroeconomico», ha spiegato Galli precisando di aver indicato loro la comparsa di «alcuni segnali di ripresa» che «dopo una crescita molto bassa attesa nel secondo trimestre», consentono «un certo ottimismo per la seconda parte dell’anno». Gli ispettori di Washington hanno fatto poi «molte domande sul pacchetto dei 100 giorni e Confindustria ha sottolineato che «la Tremonti-bis è efficacie per rilanciare gli investimenti e l’economia anche perchè ha più semplice e immediata applicazione rispetto alle misure adottate dal precedente Governo».

Copyright ©2001 Scrivi alla Redazione Credits Publikompass