Il Sole 24 Ore, Per l’indennità di disoccupazione contano anche i giorni di malattia

Lunedì 20 Marzo 2000 ILSOLE24ORE

La domanda per avere il trattamento va presentata entro fine mese

Per l’indennità di disoccupazione contano anche i giorni di malattia

Entro venerdì 31 marzo va presentata alla competente sede Inps la domanda per ottenere l’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti. Un’indennità che scatta nei confronti dei lavoratori (precari e quindi giovani con svolgimento nell’anno precedente di attività occasionale, quali supplenti nelle scuole o assunti con contratti a termine e così via) che, non possedendo un anno (52 contributi settimanali) negli ultimi due anni, hanno, però, svolto attività lavorativa per almeno 78 giornate nell’anno precedente.

Per ottenere questo beneficio il lavoratore deve trovarsi in possesso dei seguenti requisiti:

—almeno due anni di assicurazione contro la disoccupazioneinvolontaria (per l’indennità del 1999, quindi, occorre almeno un contributo nell’assicurazione per la disoccupazione entro il 1° gennaio 1998);

—almeno 78 giornate di lavoroeffettivamente svolte nell’anno precedente (per l’indennità del 1999, quindi, si deve possedere questo requisito nel 1999 stesso).

Non occorre, perciò, che l’interessato sia attualmente disoccupato o iscritto nelle liste di collocamento e neppure che possegga almeno un anno di contributi nell’ultimo biennio. Sul requisito delle 78 giornate l’Inps (circolare 273 del 31 dicembre 1998) ha fornito un’importante precisazione. In un primo tempo (circolare 139 del 20 giugno 1988) l’Istituto di previdenza aveva sostenuto che le 78 giornate dovevano essere di effettivo svolgimento di attività lavorativa, con esclusione, quindi, delle giornate di assenza per ferie, per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio o per altra causa. Il criteriointerpretativo dell’Inps, però, è stato ripetutamentecontestato dalla giurisprudenza di legittimità (a cominciare dalle sentenze della Cassazione 4676 e 4677 del 13 maggio 1994 fino a quelle 12262/95 e 9059/96). Il principiocostantemente affermato dalla Cassazione è sostanzialmente il seguente: non vi è dubbio, dovendo aversi riguardo all’intera durata del rapporto, che giornate utili ai fini dell’acq
uisizione del beneficio oggetto della contestazione siano non soltanto quelle effettivamente lavorate ma anche quelle comunque interne a un periodo complessivamente lavorato e per le quali esista obbligo di contribuzione.

L’Inps ha così fatto marcia indietro, riconoscendo il diritto a usufruire all’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti anche a quei lavoratori che facciano valere 78 giornate di lavoro tenendo conto, oltre che delle giornate di lavoro effettivamente prestate, anche di quelle relative ad assenze per festività, ferie, riposi ordinari e compensativi, periodi di malattia e maternità e situazioni assimilabili, purché retribuite, coperte di contribuzione obbligatoria e comunque riguardanti un periodo complessivamente considerato come lavorativo. Questo nuovo criterio scatta, però, ai soli fini dell’accertamento del diritto alla prestazione e non anche per la determinazione del numero delle giornate da indennizzare. E ciò in quanto i lavoratori interessati hanno diritto a essere indennizzati per un numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate.

Per avere l’indennità occorre presentare la domanda presso la competente sede Inps entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello nel quale si è verificato l’evento disoccupazione. Per l’indennità riguardante l’anno 1999, la domanda, dunque, va presentata entro pochi giorni.

Giuseppe Rodà