Il Sole 24 ore – Nella Gdo spiragli per il contratto

25/04/2017

II nuovo contratto della distribuzione moderna e organizzata che fa capo a Federdistribuzione è bloccato da tre anni e ormai il settore deve fronteggiare difficoltà raddoppiate. Al primo livello in cui le imprese, molte multinazionali, discutono in un contesto di forte crisi soprattutto per il segmento degli ipermercati, al secondo livello in cui discutono quasi sempre in termini difensivi. Nello stallo negoziale, negli ultimi giorni si registrano due novità che potrebbero in qualche modo sbloccare la situazione. Il io maggio è previsto un incontro in Confcommercio in cui le parti devono discutere la terza tran- che rimasta sospesa lo scorso novembre: se si troverà un’intesa, si capirà meglio anche da dove potrà riprendere il negoziato di Federdistribuzione. La seconda novità è rappresentata dall’accordo di Carrefour su esuberi e integrativo: il segretario generale della Fisascat, Pierangelo Raineri auspica che «sia funzionale allo sblocco delle trattative con l’associazione imprenditoriale Federdistribuzione». I nodi di quel contratto riguardano principalmente il salario – con la massa salariale troppo distante da quella di Confcommercio, dicono i sindacati -, la parte normativa – con distanze soprattutto sulla disciplina delle mansioni e sulla flessibilità – e la bilateralità – in particolare il fondo per l’assistenza sanitaria integrativa. Anno dopo anno i nodi del contratto nazionale si sono intrecciati con diverse vertenze. Come quella di Auchan che nel 2015 ha condotto con i sindacati una dura trattativa dopo l’annuncio della disdetta dell’integrativo e di oltre 1.400 esuberi o Pam che ha disdettato l’integrativo o Sma che ha ugualmente disdettato l’integrativo e lo sta rinegoziando. O, per arrivare a due giorni fa, Carrefour. La multinazionale francese ha definito uno schema che prevede che entro 45 giorni le parti si incontreranno a livello territoriale per la gestione non traumatica degli esuberi attraverso il criterio della non opposizione ai licenziamenti, il riconoscimento di un incentivo all’esodo volontario e interventi sull’organizzazione del lavoro con l’eventuale ricorso al contratto di solidarietà e ai trasferimenti. E soprattutto la rimodulazione del contratto integrativo aziendale che è stato rinegoziato ma con la previsione che vi possa essere «la temporanea sospensione, nelle modalità da definirsi (tempo e materie) e con durata massima fino al 30 aprile 2019, in tutto o in parte, di trattamenti economici dallo stesso disciplinati. Non saranno chiusi gli ipermercati di Trofarello e Borgomanero in Piemonte, che saranno riconvertiti in punti vendita discount. La multinazionale si è detta soddisfatta per aver rinnovato l’integrativo e per aver trovato «una soluzione positiva al piano di ristrutturazione che coinvolge il formato Ipermercati, minimizzandone l’impatto occupazionale tramite il ricorso ad esodi incentivati su base esclusivamente volontaria». Inoltre l’intesa, con riferimento a Trofarello e Borgomanero, consente «di lanciare un innovativo concetto commerciale». «Intese importanti», le definisce Fabrizio Russo della Filcams Cgil, «che non si limitano a salvaguardare l’occupazione ma consentono di affrontare nel merito il tema della qualità e delle condizioni lavorative dei circa 20 mila dipendenti». «L’intesa apre al confronto sull’organizzazione e sulla qualità del lavoro – aggiunge il segretario nazionale della Fisascat Ferruccio Fiorot -, valorizzando la contrattazione decentrata in un’ottica di conservazione del perimetro aziendale».