Il Sole 24 ore: gruppo H&M chiude 4 punti negozi: previsti 95 esuberi

25/05/2017

Lo storico negozio di H&M di piazza San Babila a Milano, il primo store italiano del celebre marchio di moda svedese, sta per chiudere i battenti. Insieme a quello di corso Buenos Aires, a quello di Cremona e delle Barche di Mestre a Venezia. Secondo quanto riportano fonti sindacalila scorsa settimana il gruppo ha informato i lavoratori che nell’ambito di una razionalizzazione dei punti vendita che punta a valorizzare e investire sui negozi più performanti e a chiudere quelli meno performanti, sarebbero stati chiusi quattro punti vendita e che questo avrebbe comportato 95 esuberi. Dall’azienda spiegano che «il mercato del retail è in continua evoluzione e che è necessario adeguarsi per garantire una sostenibilità a lungo termine. Sarà comunque fatto tutto il possibile per trovare delle soluzioni per i dipendenti». Il gruppo H&M continua comunque la sua espansione in Italia e dall’inizio del 2017 ha aperto 3 negozi e creato oltre 400 opportunità di lavoro. Per quello che riguardala città di Milano non si tratta della prima chiusura. Come ricorda Jeff Nonato della Filcams Cgil «in passato era stato chiuso anche un altro punto vendita in corso Vittoria Emanuele, ma in quel caso era stato aperto con l’azienda il dialogo per ricollocare tutti i lavoratori coinvolti». In questo caso, sempre secondo quanto riferiscono fonti sindacali, l’azienda ha deciso di seguire un’altra strada, quella dei licenziamenti collettivi ed ha aperto formalmente una procedura che interessa 95 persone, pur comunicando ai sindacati che l’obiettivo sarà quello di ricollocare quanti più lavoratori possibile. Le parti adesso hanno 75 giorni di tempo per trovare un accordo, ma la decisione aziendale di seguire la strada dei licenziamenti collettivi ha incontrato la dura reazione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs. In una nota le tre sigle spiegano che «considerano gravi ed inaccettabili l’apertura da parte di H&M, azienda che non versa certo in una situazione di crisi, della procedura di licenziamento collettivo che coinvolge quattro punti di vendita e la dichiarazione di 95 esuberi». L’annuncio della procedura avviene proprio mentre è aperta un’altra discussione in azienda sull’organizzazione del lavoro, in cui Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, secondo quanto riferisce una nota sindacale «si sono rese disponibili a discutere di organizzazione del lavoro, con l’obiettivo, rendendo più efficiente la rete vendita H&M, di salvaguardare l’occupazione». La procedura di licenziamento collettivo va in un’altra direzione, ma soprattutto per i sindacati risulta «ancora più ingiustificata inconsiderazione della forte attività di espansione sostenuta dall’impresa, anche in relazione alla recente apertura di diversi punti di vendita a livello di gruppo e del ricorso spropositato e strutturale al lavoro a chiamata». In attesa di avviare la trattativa i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti di H&M.