Il Sole 24 Ore – Conad e sindacati, sale la tensione sulla rete Auchan

09/09/2019

Posizioni distanti tra sindacati e Conad. Il Consorzio nazionale dettaglianti non vorrebbe riconoscere la parte di contrattazione integrativa aziendale di Auchan . «Questo mancato riconoscimento rappresenta inevitabilmente un problema sia per il salario delle persone sia perché saltano tutte le regole sull’organizzazione del lavoro – spiega Alessio Di Labio della segreteria nazionale Filcams Cgil -. Inoltre abbiamo più volte ribadito come imprescindibile che l’accordo definisca un sistema di relazioni sindacali che vincoli il subentrante al rispetto delle rappresentanze sindacali a livello territoriale ma come evidenziano i primi passaggi di ramo d’azienda, il rischio di una frammentazione degli interlocutori è alto. C’è inoltre da verificare se su questo perimetro di punti vendita ci saranno comunque esuberi derivanti dalle ristrutturazioni». Ora che è iniziato il processo di riassetto (si veda il Sole Ore del agosto ndr) emerge la carenza di prospettive per gli altri circa mila dipendenti Auchan . Sono invece stati individuati con precisione i market di tutti i formati, inclusi dodici ipermercati, che compongono il primo stock di punti vendita della catena francese che passeranno, con undici procedure avviate, ai soci Conad con la formula prevista ex articolo 47 della legge 428/90. I lavoratori coinvolti sono circa 5400 e la maggiore parte dei market saranno interessati prima dall’affitto del ramo d’azienda e successivamente da un sub affitto: passaggi che avverranno nel rispetto dell’articolo del Codice civile «senza soluzione di continuità». I contratti di lavoro che verranno poi utilizzati saranno quelli di Confcommercio o Confesercenti in funzione di quello adottato dalla cooperativa sul territorio. Conad potrebbe definire un accordo che escluda l’applicazione di altri contratti anche nel resto del network. Nel periodo necessario per il cambio d’insegna e il rinnovamento del layout, l’investimento per ogni punto vendita è in media tra  40/50 mila euro, secondo i format Conad alcuni addetti saranno impiegati in attività di supporto nel market e altri in attività di formazione.

I rappresentanti dei lavoratori in più vogliono disinnescare il rischio che si arrivi a un contratto nazionale peggiorativo rispetto agli altri del settore o «a contratti in deroga al Ccnl e con costi flessibili legati all andamento dell impresa – rimarca Di Labio – . Gli addetti del comparto hanno già affrontato una difficile stagione contrattuale e il marchio leader del settore non può certo lanciare nuove corse al ribasso sul costo del lavoro». Il confronto tra le parti continua e il prossimo appuntamento è previsto per mercoledì prossimo e si preannuncia determinante. Ieri invece sono state presentate le problematiche e progressi fatti ai delegati e le strutture territoriali dell’insegna francese.

Le parti stanno anche discutendo su un accordo quadro partendo da un pacchetto di proposte avanzate da Conad. Si parte da incentivi per la non opposizione al licenziamento con quattro scadenze temporali. C è poi il piano di prepensionamento non volontario che potrebbe anche essere esteso alla rete che fa capo a Francesco Pugliese. Viene confermato l uso degli ammortizzatori sociali e come ulteriore leva per salvaguardare i livelli occupazionali si potrebbe arrivare a un accordo per la riduzione del costo del lavoro introducendo la flessibilità legata all andamento delle imprese. Per finire gli eventuali esuberi Auchan  potrebbero essere assorbiti da Conad.

Allo stato attuale c’è un’altra incognita che emerge dal confronto tra la Bdc, la società partecipata al % da Conad e per il % dall’ imprenditore Raffaele Mincione, e Filcams-Fisascat-Uiltucs. Si tratta delle conseguenze che avranno l’uscita di un terzo della rete vendita Auchan  sulla sede centrale e le piattaforme di logistica: «su questi punti l’azienda continua a non rispondere nonostante le continue sollecitazioni». Per quanto riguarda la migrazione dei market si inizierà il prossimo ottobre: il termine è fissato per la fine del primo trimestre. Come in una partita a risiko emergono alcuni pesi massimi: uno di questi è la lombarda Forty che punta a gestire direttamente una trentina di store nella regione. Diverso il modello adottato da Siav Retail che subentra in una quarantina tra supermarket e negozi di prossimità sparsi tra Lombardia, Marche, Friuli, Veneto ed Emilia-Romagna e ha già scelto i sub-affittuari.

L’operazione Conad- Auchan  sta dando il via a uno dei più importanti riassetti della grande distribuzione italiana stretta tra il nodo della redditività e una stagnazione che sembra sempre più difficile da sconfiggere.