Il Sole 24 ore – Badanti, baby sitter e colf: così funziona per ferie, permessi e tutela della salute

23/03/2020

L’emersione del nero nel lavoro domestico sarà uno dei lasciti dell’emergenza coronavirus. Andrea Zini ne è certo. «Molte famiglie, per non rischiare, metteranno in regola le proprie collaboratrici e badanti». Chi esce per lavorare può essere fermato dalle autorità, deve mostrare il documento in cui dichiara di essere uscito per necessità o motivi di lavoro, e può subire accertamenti. «Molti datori di lavoro stanno già provvedendo alla regolarizzazione». Per il resto, Zini, vicepresidente dell’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, Assindatcolf, è poco ottimista. Ad eccezione delle colf e badanti che vivono nelle case dei loro datori di lavoro, e che sono il 35% della categoria, il lavoro domestico è ritenuto ad alto rischio per l’alta esposizione ai contatti interpersonali. Dopo il personale sanitario, la polizia e i corrieri, è, a livello mondiale, una delle classi di lavoratori più sensibili al virus, secondo un’indagine del New York Times. La via maestra indicata da Zini è lasciare, in questa fase, il lavoratore domestico a casa sua pagandogli lo stipendio. Non tutti possono permetterselo, e l’alternativa, esauriti i giorni di ferie e permessi retribuiti (su cui serve un accordo scritto tra le parti), è il licenziamento. In questo caso, lavoratrici e lavoratori hanno diritto alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione, pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, sempre che fossero assunti in regola.
Altri paracaduti non ne hanno, visto che il decreto Cura Italia li esclude dalla cassa integrazione in deroga. «Una discriminazione», dice Luciana Mastrocola, responsabile della contrattazione del lavoro domestico per la Filcams Cgil. Al posto della cassa, dovrebbero beneficiare del Reddito di ultima istanza o Rui, nuova indennità che il ministro del Lavoro, entro metà aprile, dovrà disciplinare. «Con un limite di spesa di 300 milioni per il 2020, e una platea di tanti lavoratori dipendenti e autonomi, in tasca arriverà poco», prevede Mastrocola. Alle colf e badanti che in questi giorni continuano a lavorare, il decreto riconosce un premio di 100 euro «che dovrà essere recuperato in fase di dichiarazione dei redditi e non in busta paga, non essendo il datore di lavoro sostituto d’imposta», dice Zini. Per le famiglie che restano senza colf, esiste il congedo parentale straordinario di 15 giorni, per entrambi i genitori purché a giorni alterni, con dimezzamento dello stipendio se hanno figli sotto i 12 anni, o senza stipendio se hanno figli tra i 12 e i 16 anni. Chi ha figli sotto i 12 anni può, invece del congedo, ricevere 600 euro, o 1.000 se lavora nel settore sanitario, della sicurezza o del soccorso pubblico, in voucher da 10 euro l’uno, da spendere in servizi di baby sitting o collaborazione domestica