il Sole 24 ore – Alla Coop Tirreno cassa integrazione per trecento addetti

11/05/2017

 

Accordo fatto, dopo quattro mesi di trattative e un tour de force finale, tra sindacati e Unicoop Tirreno per evitare gli esuberi (481 quelli full time equivalenti annunciati inizialmente dalla cooperativa di consumo, che corrispondono a più di 600 addetti per l’alta incidenza del part time). L’intesa-quadro triennale prevede – in linea col verbale firmato a fine marzo – la salva- guardia dei posti di lavoro attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali. Scatterà la cassa integrazione straordinaria a rotazione per 12 mesi, che coinvolgerà fino a un massimo di 300 persone contemporaneamente, nel quartier generale di Vignale Riotorto, Piombino (dove lavorano in 480); allo scadere, l’azienda si impegna ad accedere agli ammortizzatori sociali. Previsto invece il contratto di solidarietà per la rete di vendita, cioè per circa 3.600 dipendenti anche se dovrebbe essere applicato solo nei punti vendita in cui sono stati dichiarati esuberi (al momento nel Lazio). Per decidere le chiusure dei negozi non remunerativi la cooperativa – che conta 109 tra supermercati, iper e mini in Toscana, Campania, Umbria e Lazio punta a tornare alla redditività della gestione caratteristica nel 2019 – ha preso tempo fino all’estate (in origine le chiusure annunciate erano 12, più otto cessioni di negozi). Gli ammortizzatori sociali si combinano con gli incentivi all’esodo, previsti per chi lascerà l’azienda nei prossimi due anni: da 30 a 10 a mensilità a seconda del periodo d’uscita. Ma l’elemento più delicato è rappresentato dalla parziale sospensione di alcune voci dell’accordo integrativo per tre anni (dal 1 giugno 2017 al 31 maggio 2020): il “congelamento” interesserà le diarie, il 40% dell’indennità di funzione, le missioni e i trasferimenti, la maggiorazione per il lavoro domenicale e festivo, che viene rimodulata. Anziché essere declinata in base alle dimensioni del punto vendita, la maggiorazione viene uniformata per tutti i lavoratori di ipermercati, super e mini. L’accordo dovrà ora essere SUL TERRITORIO. Per la rete di vendita scattano i contratti di solidarietà nei negozi in cui sono stati dichiarati esuberi votato dalle assemblee dei lavoratori. «Un risultato importante» l’ha definito il direttore generale di Unicoop Tirreno, Piero Canova, arrivato nel settembre 2016 per risanare la cooperativa c fare il nuovo piano industriale. Stesso giudizio anche da Filcams-Cgil: «L’intervento sulla contrattazione integrativa è stato minimo – afferma Alessio Di Labio – Abbiamo rispettato la proporzionalità e l’equità dell’intervento a tutela dei lavoratori: chi aveva di più paga poco, chi aveva meno paga pochissimo, chi non aveva nulla dall’ integrativo recupera qualcosa». Di «soluzione sostenibile» parla Cinzia Bernardini, segretaria generale Filcams-Cgil Toscana.