Il sogno di Renata: smarcare l’Ugl dalla destra

03/02/2006
    mercoled� 1 febbraio 2006

      ECONOMIA ITALIANA – Pagina 17

        Una donna al comando

          Il sogno di Renata: smarcare l’Ugl dalla destra

            Massimo Mascini

              ROMA – Solidariet�, autonomia, unit�. Le parole d’ordine della Cgil? O della Cisl? O della Uil? No, sono quelle del sindacato "di destra", l’Ugl, il quarto sindacato confederale, come ormai lo chiamano un po’ tutti. Eppure � l’erede della vecchia Cisnal, una volta organizzazione di stretta fede missina, legatissima al partito di riferimento, appunto prima il Msi, poi An. Ma � anche una formazione che ha saputo via via scolorire i suoi connotati politici e prendere le distanze dalle sue ideologie, senza rinnegarle, ma cercando di andare avanti e, in questo cammino, ha trovato come compagni di strada le altre confederazioni, appunto, la Cgil, la Cisl e la Uil.

                E adesso il nuovo salto in avanti. Il congressomUgl che si apre domani e finisce sabato acclamer� segretario generale una donna, Renata Polverini. Negli altri sindacati non solo non � mai capitato, ma nemmeno qualcuno ci ha mai pensato. Del resto, l’Ugl � stata la prima confederazione ad avere un sindacato di immigrati, a correre avanti � abituato. Merito della Polverini, donna energica, capace, salda nel pensiero, soprattutto nella volont�, Ma anche di un sindacato che ha saputo trasformarsi negli anni. E ad applaudire domani la relazione della Polverini ci saranno tutti e tre i segretari generali confederali, Guglielmo Epifani, Savino pezzotta e Luigi Angeletti.

                Il passato non � brillante. Per decenni la vecchia Cisnal ha vivacchiato accanto agli altri sindacati, che non volevano nemmeno sedersi accanto a loro. Le trattative per il rinnovo dei contratti erano gestite da Cgi,Cisl e Uil, la delegazione della Cisnal era solo informata diquanto era successo. Era il sindacato di chi aveva la tessera del Msi. Discriminato, ma contento della sua identit�. Ed � per questa identit� che fall� il tentativo avviato alla met� degli anni 90 di allargare la rappresentanza apparentandosi ad altri sindacati autonomi. L’iniziativa rientr� abbastanza velocemente perch� gli uomini della Cisnal capirono di essere qualcosa di diverso da quelle formazioni autonome, di avere dentro il segno della confederalit�.

                Subito dopo nacque l’Ugl, una sigla nuova che rafforz� il rapporto con la societ�, anche per il rapporto stretto tra il partito e la corrente di An che fa capo a GianniAlemanno e Francesco Storace, Destra sociale. Ma soprattutto cambi� la strategia dell’Ugl. Che prese a portare avanti una politica molto vicina a quella delle altre confederazioni. Il ragionamento era chiaro. Invece di puntare sugli irriducibili di destra, si cerc� a dare la stessa copertura sindacale delle altr confederazioni: cos� l’elettore di centrodestra, certo che comunque i suoi interessi sarebbero stati tutelati alla stessa maniera, avrebbero potuto prendere la tessera Ugl al posto di altri sindacati.

                Questo ragionamento ha portato a una politica dicontrasto, a volte anche forte, con il Governo di Silvio Berlusconi. Ci sono stati sei scioperi generali contro questo Esecutivo, a partire da quelli a difesa dell’articolo 18. �Abbiamo scioperato – dice la Polverini – perch� quell’articolo per noi � un diritto irrinunciabile, ma anche per il metodo che il Governo usava con tutto il sindacato, presentandogli sempre documenti che erano frutto di una sintesi politica e quindi non potevano essere modificati. Il sindacato � espressione dei lavoratori e dei pensionati, che pagano tutte le tasse, deve poter dire la sua�.

                Una politica che ha creato dei problemi. �Alla base – dice la Polverini – abbiamo dovuto spiegare con grande attenzione il perch� di quegli scioperi, quali i rischi che correvamo altrimenti. Perch� tanti speravano che con questo Governo le cose sarebbero cambiate, ma nella coalizione l’ala liberista � stata preminente e noi abbiamo dovuto tutelare i diritti dei lavoratori�.

                L’avvicinamento a Cgil, Cisl e Uil non � stato facile, n� immediato. �La gradualit� – spiega il nuovo leader – � necessaria, non ci piace bruciare le tappe. E poi noi siamo rispetto a loro un’altra cosa, non siamo omologati, ma io credo che l’unit� d’azione del sindacato sulle grandi questioni possa dare risultati concreti. Perch� il lavoratore per quanto si sia evoluto, � sempre parte debole rispetto al padrone, quindi lottare insieme pu� servirgli. Questo – aggiunge – senza rinunciare alle nostre matrici, agli uomini che ci hanno preceduto, che rispettiamo. Ma se si tratta di lottare contro un Governo non badiamo al suo colore, se sono in ballo diritti dei lavoratori andiamo fino in fondo�.

                  � ai giovani che guarda la Polverini, a loro vuole dare delle certezze, eliminando o cambiando la precariet�. E alle donne che, racconta, gli sono state vicine in questi giorni in cui decolla la sua avventura. �Quelle dell’Ugl, ma anche di Cgil, Cisl e Uil e di tante organizzazioni. Un appoggio che mi ha dato serenit�, ma mi riempie anche di forti responsabilit� per il futuri�.