Il sogno del governo: da sindacati a Spa

11/06/2002
          11 giugno 2002



          Il sogno del governo: da sindacati a Spa
          Sacconi rilancia l’idea degli enti bilaterali in un convegno a Venezia


          P. A.


          Alla sua prima uscita pubblica il nuovo portale del lavoro (
          www. diariodellavoro.it) è riuscito a lanciare due notizie. La prima riguarda i sindacati confederali: al seminario di ieri organizzato a Venezia e coordinato per il sito da Massimo Mascini, giornalista del Sole24ore, hanno partecipato tutti i sindacati. E’ stata quindi la prima occasione di confronto pubblico tra Cgil, Cisl e Uil dopo la rottura. La seconda notizia l’ha lanciata, durante la discussione, il sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi: la vera scommessa del governo attuale (oltre a cambiare l’articolo 18) è quella di trasformare il ruolo sociale dei sindacati. Da organizzazioni che gestiscono i conflitti di lavoro, a organizzazioni (tipo Spa) che partecipando agli Enti bilaterali, controllano il mercato del lavoro e arrivano perfino a selezionare il personale per le imprese. Al seminario organizzato dal diariodel lavoro.it hanno partecipato, oltre a Sacconi, anche Paolo Feltrin, Pier Paolo Baretta, Maurizio Castro, Cesare Damiano, Paolo Nerozzi, Paolo Pirani, Nicola Tognana, Tiziano Treu. Visto che il tema dell’incontro era dedicato al futuro delle relazioni industriali, il sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi, ha spiegato che «l’antagonismo sindacale è ormai antistorico». La strada da seguire sarebbe dunque quella degli enti bilaterali.

          «E non è vero – ha spiegato Sacconi – che per questa strada si creano sindacati parastatali , che il sindacato confederale subisca una mutazione genetica, perché gli enti bilaterali rientrano nella tradizione europea. Per Tiziano Treu, ex ministro del lavoro e studioso della materia, la vera novità di questo periodo riguarda proprio l’atteggiamento del governo di centro destra nei confronti dei sindacati. E per non cadere in trabocchetti e vie anguste, l’ex ministro consiglia di confrontarsi sulla piattaforma europea e in particolare ha invitato i sindacati a confrontarsi seriamente sulle nuove tutele di una società che cambia. Per la Cgil ha parlato Paolo Nerozzi , segretario confederale. Scherzando, ha detto che bisognerà affidarsi alla provvidenza per scongiurare un accordo separato sull’articolo 18. Ma in ogni caso questa prospettiva sembra al sindacalista della Cgil alquanto remota considerando la storia italiana degli ultimi dieci anni durante i quali il paese è stato risanato con il contributo decisivo dei sindacati.

          Separato, o no, l’accordo ci dovrà essere, secondo la prospettiva della Confindustria. Lo ha spiegato a Venezia Nicola Tognana, vicepresidente di Confindustria, che ha chiesto a tutto il sindacato, Cgil compresa, di lavorare a un patto che finalmente «metta una turbina al paese». Un patto che sia in grado di realizzare un nuovo miracolo economico. Insomma si scivola verso l’accordo separato?, è stato chiesto a Pier Paolo Baretta, segretario confederale della Cisl: «Temo di sì» è stata la risposta del sindacalistalla Cisl, secondo il quale, di fronte al rischio di una saldatura tra governo e Confindustria, la Cgil avrebbe sbagliato risposta, scegliendo la contrapposizione. Il governo, secondo Baretta, deve essere considerato una naturale controparte: «viene prima il riformismo o l’unità sindacale?». Queste parole di Baretta, unite alla previsione di Pezzotta, fanno presagire l’accordo separato, magari prima dell’estate