Il sindacato torna unito: insieme contro i brigatisti

05/03/2003




Mercoledí 05 Marzo 2003
Il sindacato torna unito: insieme contro i brigatisti


ROMA – Un’iniziativa unitaria sul terrorismo, sintonia (al momento) sul «no» alla guerra, una proposta comune sulla riforma delle pensioni, un confronto aperto sulla politica industriale. Le divisioni restano, ripetono tutti, ma la "congiuntura" favorisce la ripresa di un dialogo tra i tre sindacati dopo mesi di black-out. Sul terrorismo è ormai decisa una iniziativa unitaria che coinvolgerà i tre segretari generali da fare entro la fine di marzo. Dunque, oltre lo stop di 15 minuti nei giorni del funerale del poliziotto ucciso dai terroristi, Cgil, Cisl e Uil pensano a una manifestazione più ampia che dia il senso di una presa di posizione netta e visibile contro il terrorismo e la violenza. Oggi il leader della Cisl sarà ad Arezzo alla camera ardente di Emanuele Petri ucciso dalle Br. Dell’iniziativa unitaria contro il terrorismo si è parlato nella segreteria Cisl di ieri, in cui è stata ribadita anche la necessità di trovare una proposta comune sulle pensioni visto che c’è un giudizio simile sul provvedimento di legge messo a punto dal Governo. Ma nei prossimi mesi il sindacato di Pezzotta discuterà (come è accaduto anche ieri) della prossima assemblea organizzativa che ci sarà a Roma nei primi giorni di novembre. Un passaggio importante per l’organizzazione che dovrà mettere a fuoco le sue strategie e fare un bilancio dei primi due anni di mandato del suo segretario generale. Ieri a esporsi molto sui «terreni di iniziativa comune» è stato il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che per primo ha annunciato la mobilitazione unitaria sul terrorismo («bisogna combatterlo senza se e senza ma») e auspicato una proposta comune sulle pensioni. Domani i tre leader sindacali s’incontreranno ad Atene (per appuntamenti del sindacato europeo) e, se riusciranno a trovare un’intesa, metteranno un primo tassello concreto su un tema squisitamente sindacale. «Si stanno creando – ha detto Epifani – terreni di iniziativa comune con Cisl e Uil, che riguardano la politica industriale e non solo la delega sulla previdenza». Resta cauta la Cisl che non boccia tutta la delega previdenziale: «È presto – ha commentato ieri il segretario confederale Pierpaolo Baretta – per parlare di iniziative comuni o di mobilitazione. Non mettiamo lo sciopero davanti ai contenuti. Perché è vero che tutti siamo contrari alla decontribuzione, ma è anche vero che per noi non tutto quello che è scritto sulla delega è da buttare. In parte si tratta di un buon lavoro».
LI.P.