Il sindacato perde appeal sui giovani

13/09/2007
      JOB 24
    mercoledì 12 settembre 2007

    Pagina 25 – Carriere-Formazione-Lavoro

    Centri studi collegati con il mondo accademico ma mancano leader emergenti

      Il sindacato perde appeal sui giovani

        Giorgio Pogliotti

          ROMA
          Palestra in passato di talenti del diritto del lavoro, i centri studi sindacali sapranno formare un nuovo Gino Giugni? Bruno manghi, direttore del centro studi nazionale della Cisl, è convinto di no: «Il diritto del lavoro sta assumento una connotazione sempre più specialistica – sostiene -. La stessa evoluzione del mercato del lavoro è un processo che tende a sfuggire alla regolazione per vie legislative. Il giuslavorismo che negli anni ’70 ha accompagnato la modernizzazione del Paese, oggi ha perso la centralità, anche se resta pur sempre vitale. Non vedo personalità che possano avere l’impatto di un Giugni, di un Romagnoli o un Treu». Il centro studi della Cisl di Firenze è in osmosi continua con il mondo universitario. Gli assistenti della Cattolica venivano chiamati dal fondatore Mario Romani, autorevole professore di Storia ed economia, figura eminente del mondo cattolico, tra i padri cuturali della Cisl. Alla scuola di Firenze si raccoglieva un gruppo di esperti come Gino giugni, Tiziano treu, Mario Napoli e Mario Grandi. «Il giovane Giugni fu inviato negli Usa – ricorda Manghi- e quando tornòscrisse un classico del sindacalismo unionista, l’introduzione alla teoria dell’azione sindacale di Selig Perlman». Negli anni ’90 il centro ospitò i seminari di Marco Biagi e, dopo la sua morte, è iniziata la collaborazione con ilsuo allievo, Michele Tiraboschi.

          Meno pessimista di Manghi è Adolfo Braga, direttore dell’Istituto superiore per la formazione voluto da Bruno Trentin – erede della scuola della Cgil di Ariccia – che ospita corsi per circa 3mila delegati, con attività di formazione per un centinaio di sindacalisti e 3-400 dirigenti. Braga non esclude possa nascere un nuovo Gino Giugni anche se il campo d’interesese è cambiato: «I giovani ricercatori mostrano una particolare attenzione per le nuove forme di organizzazione del lavoro». La scuola aveva un legame stretto con l’università di bari dove insegnava Giugni, allargato poi a Napoli e Bologna per la presenza, rispettivamente, di Mario Rusciano e Umberto Romagnoli. Tra gli ex consulenti della Cgil figura Pietro Ichino, che dirigeva l’ufficio legale alla Camera del lavoro di Milano, prima di iniziare il percorso accademico. Tra i nomi più prestigiosi, quello di Massimo D’Antona, consulente della Funzione pubblica, prima di approdare alla Consulta giuridica e all’Ufficio legale della Cgil, e poi a fianco del ministro Bassolino.