Il sindacato: oggi sciopero di due ore

20/03/2002





Per Cofferati l’attentato punta a sconvolgere le regole della dialettica sociale e politica
Il sindacato: oggi sciopero di due ore
Pezzotta: attenuare le tensioni, bisogna riprendere il confronto – Angeletti: un uomo libero
ROMA – Un grande dolore, una forte preoccupazione per le sorti della democrazia e del riformismo. I sindacati italiani hanno reagito con costernazione alla notizia della morte del loro amico Marco Biagi. Le tre segreterie di Cgil, Cisl e Uil si sono riunite per cercare di capire assieme cosa è successo, di sistematizzare questi terribili avvenimenti, di guardare al domani, per valutare cosa sia possibile fare adesso. E subito dopo, nella notte, si sono riunite presso la sede della Cisl per proclamare uno sciopero generale di due ore (quattro ore a Bologna). La prima cosa da capire è che cosa può accadere nel prossimo futuro. Savino Pezzotta, segretario Cisl, è stato esplicito. «Valuteremo – ha detto – con molta attenzione come portare avanti la nostra protesta contro questo attacco criminale». Il segretario Cisl si preoccupa delle conseguenze nelle fabbriche, nelle file dei lavoratori, anche considerando che è o era in atto nel Paese un durissimo braccio di ferro che mal si concilia con l’emergenza creatasi dopo l’efferato atto di Bologna. «Bisogna riprendere il dialogo – ha affermato – per stemperare la tensione». Ma è lui il primo a sottolineare che la violenza è estranea al movimento dei lavoratori. «Chi ha ucciso Marco Biagi – ha affermato Pezzotta – ha sicuramente fatto un danno al movimento dei lavoratori, introduce l’elemento della violenza, estraneo alla nostra cultura». L’estraneità della violenza nel sindacato è stata ribadita con forza anche da Luigi Angeletti. Il segretario generale della Uil ricordato come il sindacato sia fatto di «organizzazioni democratiche composte da persone che difendono gli interessi dei lavoratori. Ma questa difesa – ha voluto aggiungere – ha dei limiti, per il sindacato non ci sono certo nemici da uccidere, avversari da eliminare a qualsiasi costo, ci sono solo persone che difendono interessi diversi, persone con le quali confrontarsi». E anche Sergio Cofferati, che ha espresso il suo cordoglio e le sue condoglianze, ha assicurato che il sindacato italiano ancora una volta «risponderà alla follia del terrorismo, in difesa della democrazia e delle sue regole». Il problema è tutto lì, nella forza che il terrorismo ancora detiene. Pezzotta ha detto che a suo avviso il terrorismo «è presente in forme limitate. È sconfitto – ha aggiunto – ma ne permangono isole da estirpare». Angeletti non crede che sia «una maledizione che grava sul mondo del lavoro, è una sparuta minoranza di assassini che pensa che si possa fare sì che milioni di persone perdano la loro libertà e questo non è possibile». Cofferati ha voluto dare un riconoscimento di lealtà a Marco Biagi, per il suo lavoro, svolto per Governi di centrodestra e di centrosinistra. «Abbiamo avuto motivi di polemica e di condivisione – ha detto -. Sono molto preoccupato. Ho letto nei giorni scorsi sui giornali relazioni dei servizi segreti che avvertivano come il terrorismo potesse colpire esponenti del ministero del Welfare impegnati sui temi del lavoro e oggi hanno ammazzato Biagi». È un episodio che «mi inquieta molto». La sua linea è quella della fermezza. «In questo momento – ha affermato il segretario generale della Cgil – serve una grandissima fermezza, come il sindacato ha saputo mostrare in altre circostanze. Bisogna che adesso tutti si facciano carico – ha aggiunto – della fermezza della risposta». Per questo il leader della Cgil ha parlato della necessità di rispondere agli assassini «con iniziative che coinvolgano i lavoratori».
M.M.

Mercoledí 20 Marzo 2002