Il sindacato: manifestazione il 6 dicembre a Roma

18/11/2003



  economia e lavoro


18.11.2003

La strategia di Cgil, Cisl e Uil
Il sindacato non si ferma:
«manifestazione storica»
il 6 dicembre a Roma

MILANO Non è che l’inizio. Il 24 ottobre più di dieci milioni di lavoratori hanno scioperato, in tutta Italia, contro la legge Finanziariae, soprattutto, la «controriforma delle pensioni» messa a puntodal centrodestra. Sabato scorso, a Reggio Calabria, 5mila tra quadri e delegati di Cgil, Cisl e Uil, hanno partecipato alla manifestazione per lo sviluppo del Mezzogiorno, dimenticato da questo governo. Ma, appunto, non è che l’inizio.
Mentre continua lo scontro politico con il governo sulla riforma previdenziale, che Maroni vuole varare per fine anno, le tre confederazioni sindacali stanno già preparando le prossime iniziative di lotta. Unitarie.
Sabato 29 novembre, a Roma, si svolgerà la manifestazione nazionale sulla scuola. Obiettivi, la difesa e il rilancio della scuola pubblica. L’organizzazione prevede un corteo che partirà alle 14 da piazza della Bocca della Verità per concludersi, con i comizi finali, in piazza Farnese.
Il calendario prevede poi una iniziativa nazionale sui temi dell’immigrazione e dei diritti dei cittadini immigrati per giovedì 18 dicembre, in occasione della giornata europea dei migranti. Ma il clou sarà sabato 6 dicembre. Quando Cgil, Cisl e Uil scendereanno di nuovo in pazza a Roma per una grande manifestazione nazionale sui temi dello sviluppo, dei diritti e in difesa dello stato sociale. A partire dalla previdenza. Sarà questa la manifestazione dal maggior significato politico. E non solo per l’impegno organizzativo profuso e per la partecipazione prevista.
Le tre grandi partite di questa stagione politico-sindacale sono tuttora aperte. E non ci sono segnali concreti per una ripresa effettiva di dialogo.
I pubblici dipendenti, sanità in testa, attendono ancora il rinnovo del contratto di lavoro che rischia di vedere la luce – se mai accadrà – già vecchio, visto che già a fine anno si dovranno avviare le procedure per il prossimo rinnovo. La Finanziaria, che ha visto Cgil, Cisl e Uil su posizioni duramente critiche per tutta la parte riguardante welfare, sviluppo, ricerca, istruzione, procede a colpi di fiducia dopo aver cancellato sin dalla sua fase di preparazione ogni logica di concertazione. Sulle pensioni continua il braccio di ferro. Con il governo che invoca il dialogo con il sindacato e intanto studia il ricorso alla fiducia. Per far passare il proprio testo e varare una riforma che interessa milioni e milioni di lavoratori senza, e contro, il sindacato.
Per questo la manifestazione del 6 dicembre sarà decisiva. E per questo la manifestazione del 6 dicembre potrà non essere l’ultima. Ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, è stato chiaro. Scendiamo in piazza, portiamo tanta gente – ha detto in sostanza – poi vediamo che atteggiamento il governo assumerà. Se non ci saranno risposte il sindacato deciderà con quali altre iniziative continuare. Lasciando intendere che un altro sciopero generale è possibile. Se sarà necessario. Il nodo gordiano, sempre, la previdenza. Cgil, Cisl e Uil una loro «controproposta», come vuole Maroni, la presenteranno. Ma «nei tempi e nei modi giusti». E a condizione che il confronto auspicato non sia una finzione. Altrimenti le manifestazioni di
queste settimane non saranno che l’inizio dell’inizio.

a.f.