Il sindacato: «Basta con gli sconti ai ricchi»

19/03/2007
    domenica 18 marzo 2007

    Pagina 4 – Primo Piano

    Nel sindacato monta la rabbia
    “Basta con gli sconti ai ricchi”

    DALL’INVIATO A CERNOBBIO (CO)

    «Altri soldi alle imprese? Non se ne parla». La reazione dei sindacati alle parole di Padoa-Schioppa è quasi rabbiosa. Il ministro dell’Economia ha da poco lasciato le rive del lago di Como, già si scatena una raffica di reazioni. La prima, a botta calda, è quella (positiva) del presidente di Confcommercio che lo ospita al forum organizzato con lo Studio Ambrosetti a Villa d’Este. A ruota arriva Confindustria che «prende atto con molto interesse e favore» delle sue dichiarazioni. Poi è la volta dei sindacati. Ed è un coro. «Non capisco perchè quando c’è da dare sono sempre i lavoratori a pagare – protesta il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni – mentre poi ad ottenere attenzione sono altri. Non è accettabile».

    «Le imprese hanno già avuto. Ora bisogna ridurre le tasse ai lavoratori ed ai pensionati» scrive la Uil. «Proposta inaccettabile», proclama Marigia Maulucci della Cgil. Che invita il governo a fare le sue proposte al tavolo della concertazione anzichè ai convegni. Per i sindacati, che da settimane affilano le armi in vista della ripresa del confronto col governo, le priorità sono altre. Spiega il responsabile economico della Cgil Beniamino Lapadula: occorre mettere mano a «misure sociali non più rinviabili come gli ammortizzatori sociali e la graduale riduzione della pressione fiscale: che parta però dai redditi da pensione e da lavoro più bassi». Per cui oggi, a fronte di un surplus di gettito da redistribuire, «non è pensabile sommare al taglio del cuneo fiscale, i cui effetti maggiori saranno proprio nel 2008, la riduzione delle aliquote Ires».

    Per Renata Polverini il governo commette un errore, tanto più grave perché siamo alla vigilia della ripresa della concertazione. Che a questo puntp – è evidente a tutti – in mancanza di un chiarimento, giovedì rischia di partire col piede sbagliato. «Purtroppo – spiega il segretario dell’Ugl – non riusciamo ad intravedere alcun elemento di discontinuità rispetto agli errori commessi in passato dall’esecutivo» e «come al solito si persevera a fare un richiamo alla concertazione astratto e strumentale».

    Confindustria è di tutt’altro avviso. «Finalmente – dichiara il direttore generale Maurizio Beretta – viene riconosciuto in modo esplicito il ruolo delle imprese, vere protagoniste della ripresa in atto». Quanto al surplus fiscale sono tre le priorità indicate dalle imprese: la riduzione della pressione fiscale a favore di quelle imprese e lavoratori dipendenti che finora hanno fatto il loro dovere, un forte impegno per gli investimenti in infrastrutture e la riduzione del debito pubblico. Anche Sangalli (Confcommercio) apprezza le parole del ministro, anche se non condivide del tutto la cura proposta.

    A suo giudizio i consumi vanno sostenuti eccome, perché languono da tempo soprattutto a causa della compressione dei redditi, e per questo la via maestra è la riduzione delle tasse. «Ho apprezzato molto l’intervento di Padoa-Schioppa – spiega – in particolare quando ha ricordato il ruolo delle imprese per la crescita, ma sopratutto perché ha cancellato il «se» davanti all’impegno di tagliare le tasse. Al ministro lascio decidere il quanto, io mi prendo il quando e dico da subito».