Il sindacatino e il problemone: chi rappresenta chi e cosa

12/07/2005

      lunedì 11 luglio 2005

    Diario sindacale
    di Enrico Marro

      Il sindacatino e il problemone: chi rappresenta chi e cosa

        Flaica-Cub, isolata dai confederali, fa causa alla Metro sull’elezione della Rsu. E chiede solidarietà alla sinistra Fiom

          È un piccolo caso. Ma che, indipendentemente da chi abbia ragione (e questo lo stabilirà il magistrato), dà l’idea di quanto sia controversa la questione della rappresentanza sindacale dei lavoratori in mancanza di una legge. Il 28 giugno scorso presso la sezione Lavoro del Tribunale di Roma si è svolta la prima udienza del processo che vede contrapposta la Flaica-Cub della capitale e la Metro Italia cash and carry spa, la società di magazzini all’ingrosso per commercianti presieduta da Mario Maiocchi . La diatriba è sulle Rsu, rappresentanze sindacali unitarie, elette alla filiale Metro di via Laurentina a Roma su iniziativa degli stessi cobas, ma non riconosciute dall’azienda e nemmeno da Cgil, Cisl e Uil, che si trincerano dietro quanto stabilito dal contratto nazionale di lavoro il 2 luglio 2004, che ha modificato l’accordo interconfederale del 1994. Quell’intesa diceva che le elezioni delle Rsu fra tutti i lavoratori potevano essere indette non solo dalle organizzazioni firmatarie del contratto, ma anche da sindacati che avessero raccolto «il 5% delle firme sul totale dei lavoratori aventi diritto al voto». L’ultimo contratto del commercio, firmato dalla Confcommercio di Sergio Billè e da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil (guidate rispettivamente da Ivano Corraini, Gianni Baratta e Bruno Boco ), modifica però questo punto. Le nuove regole stabiliscono che solo «le organizzazioni sindacali stipulanti il Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) potranno indire le elezioni delle Rsu». Aggiungendo che questi stessi sindacati, se non rinnovano le Rsu entro 24 mesi, procedono ciascuno all’elezione delle Rsa, rappresentanze sindacali aziendali, da parte dei propri iscritti (non dei lavoratori). Cosa che è puntualmente avvenuta alla Metro in questione dove sono in funzione «Rsa ad interim», dopo le dimissioni, nel febbraio del 2003, delle vecchie Rsu. La Flaica-Cub, non accettando questa situazione, pur non avendo sottoscritto il contratto, ha svolto lo scorso gennaio ugualmente delle consultazioni per le Rsu – contro il parere di Metro e fuori dai locali della stessa – rivendicando l’elezione di quattro rappresentanti sindacali. Che ovviamente non sono stati riconosciuti dalla società.

            La Flaica ha quindi promosso la causa contro Metro per comportamento antisindacale. Non solo. Il segretario provinciale, Giancarlo Desiderati , ha scritto alla Fiom, il sindacato dei metalmeccanici Cgil, chiedendo la solidarietà in particolare di Giorgio Cremaschi , leader della sinistra, sempre in prima linea sulla questione della democrazia sindacale. Desiderati sostiene che «a scrutinio segreto ha votato a nostro favore l’83% dei dipendenti in forza all’azienda» e che con le regole stabilite nell’ultimo contratto «è chiaro che dove siano presenti altri sindacati, Cgil, Cisl e Uil non indiranno mai le elezioni e aspetteranno i 24 mesi per avere in maniera esclusiva la rappresentanza».
            Anche perché, aggiunge, «in questo contratto vengono cogestiti molti fondi (assistenza sanitaria, ente bilaterale, fondo pensione, permessi retribuiti, eccetera) che si aggirano su svariati milioni di euro al mese». «E voi della Fiom – conclude – che dite?».

              emarro@rcs.it