Il sì di donna Letizia lancia Sangalli per il dopo Billè

16/12/2005
    venerdì 16 dicembre 2005

      Pagina 5

      EREDITÀ. CONFCOMMERCIO

        di Jacopo Tondelli

          Il sì definitivo di donna Letizia
          lancia Sangalli per il dopo Billè

          A farlo apposta non si sarebbe potuto costruire un timing più fortunato.
          Perché proprio mentre ieri Letizia Moratti accettava ufficialmente la candidatura a sindaco di Milano, Sergio Billè si «autosospendeva temporaneamente» dalla presidenza di Confcommercio. I due avvenimenti, in realtà, non hanno alcun collegamento tra loro se non nella persona di Carluccio Sangalli, il presidente dell’Unione dei commercianti più grande e ricca d’Europa: quella di Milano. Perché Sangalli è vicepresidente vicario della Confcommercio nazionale e presidente di Unioncamere, e per tutta la durata del «temporaneo impedimento» di Billè sarà lui a ricoprire la carica di presidente. E perché, sempre Sangalli, era rimasta l’unica vera alternativa a Letizia Moratti per la Cdl, mentre nei mesi scorsi non era mancato chi lo proponeva anche per l’Unione. Sarebbe evidentemente stato un candidato forte, con un radicamento incalcolabile sul territorio cittadino e una solida esperienza di democristiano di lunghissimo corso alle spalle. Con 26 anni di ininterrotta presenza in Parlamento (dal ’68 al ’94) e anche un sottosegretariato al turismo e allo spettacolo già nel 1976. Insomma,una gran bella carriera da prima repubblica, che la fine del Caf non ha certo interrotto. La signoria assoluta sul potente mondo del commercio milanese da circa un decennio e la vicepresidenza della
          Fondazione Cariplo, dal 1998, sono lì a dimostrarlo. E adesso che Letizia Moratti gli ha tolto definitivamente l’impiccio, Sangalli ha finalmente mani libere e tranquillità. Doti di cui avrà tanto bisogno, per sedersi su una poltrona che scotta come non mai (quella di Billè),proprio a pochi mesi dal voto.In Italia, come nella sua Milano.

          Peraltro, alla successione compiuta di Billè a fine mandato, nel 2008, e non a una semplice supplenza generata da contingenze giudiziarie, Carluccio Sangalli era un candidato forte da un po’, e l’accomunamento di Billè alle infauste sorti dei furbetti sembra dover velocizzare il processo. Tappa significativa, lo scorso 24 novembre, quando, proprio su proposta di Sangalli e dell’Unione lombarda, l’assemblea di Confcommercio è
          intervenuta per modificare lo statuto, e proprio con riguardo alla questione di più scottante attualità: il famoso fondo «del presidente» da cui sarebbero provenuti i 39 milioni versati alla Magiste di Ricucci, e per i quali Billè è stato iscritto al registro degli indagati con l’imputazione di appropriazione indebita.Dopo aver espresso più di una riserva sulla
          gestione del fondo, Sangalli e la sua “cordata”, guidata ovviamente dai
          commercianti lombardi, hanno ottenuto che dopo 30 anni il fondo fosse nuovamente reiscritto a bilancio, liberandolo dalla discrezionalità presidenziale assai ampia cui era sottoposto. Solo pochi giorni precedevano la bufera,e il tempismo di una delibera da lui fortemente
          voluta e da Billè obtorto collo accettata, pone di certo Sangalli in una posizione di autorevolezza che sembrava impensabile. In quella stessa occasione, il 25 novembre, il consiglio generale aveva approvato il bilancio del 2006, che passerà al vaglio dell’assemblea il prossimo 21 dicembre. Sarà probabilmente un momento importante per comprendere quale rotta Sangalli imporrà alla “sua” Confcommercio, anche in vista di un 2006 arroventato dalle scadenze elettorali. Dato convintamente in quota Cdl anche in forza della sua ipotetica candidatura a sindaco, a Sangalli, a Milano, non sono mai mancate stima e rispetto da esponenti del centrosinistra. L’aver preso le distanze da Billè, poi, farà il resto.
          In un momento in cui gli entusiasmi del 2001 sono definitivamente spenti, e le emergenze giudiziarie potrebbero tornare a dettare la linea, e a consigliare comunque prudenza. A Roma come a Milano. Intanto, a una Letizia Moratti che non pare proprio in vantaggio, l’appoggio decisivo di Sangalli servirebbe come il pane. Dovrà conquistarselo? r i sondaggi
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          casaliberista