Il segreto degli affari? Spostare tutti i mobili

27/11/2000

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27 Novembre 2000Oggi in edicola Pagina 26
Il segreto degli affari?
Spostare tutti i mobili

In negozio sbarca la moda del feng-shui

di AMBRA SOMASCHINI


ROMA – Si fanno affari d’oro nei negozi progettati con il feng- shui, l’antica arte orientale di disporre le cose. Basta inserire gli scaffali secondo dimensioni propizie, mettere le prese elettriche a 1,72 di altezza, appoggiare la cassa su un angolo di 90 gradi rispetto alla porta. Niente rampe di scale, né ascensori di fronte all’ ingresso per non disperdere l’energia. "Conta anche il nome della strada, meglio piccola, mai troppo grande – spiega Leonie Gane, presidente dell’Associazione Italiana Feng-Shui – Le boutique milanesi di via della Spiga vanno a gonfie vele proprio perché "spiga" viene da grano, dunque fertilità assicurata per sempre. A Roma il primo cinese ad aprire è stato "Oro", come il metallo prezioso. Non solo guadagna ma ha saputo orientare in questo senso molti altri commercianti dietro la stazione". Una tendenza, quella che sa tenere lontano la negatività importata nel mondo da Hong Kong, da New York, in Europa da Londra dove dettano legge le catene per il benessere del corpo del "Body Shop", che ormai vanta 60 centri in tutta Italia, e delle librerie "Water’s Stone".
Un filo di energia che attraversa uno spicchio di nord e approda a Roma. E fa vincere ovunque il mix di equilibrio tra i cinque elementi: acqua, terra, fuoco, metallo, legno. Grazie anche a luci soffuse e musica barocca. A Torino ci sono una profumeria in via Porta Palatina nel quartiere medioevale, un antiquario in via Maria Vittoria in pieno centro e uno show-room di abbigliamento in Corso Re Umberto: "Siamo soddisfatti di come vanno le cose soltanto da quando abbiamo deciso di cambiare interamente il design. L’ambiente e lo spazio in cui viviamo sono veicoli per la mente, per questo abbiamo scelto i criteri orientali, tutti basati su materiali naturali". Stesso trend per i gestori di una palestra caffè milanese, la "Tana dei Dragoni": "Abbiamo orientato le stanze e scelto i colori in armonia con l’energia delle persone". Lo "Shu bar", sempre a Milano, ha preferito luci al neon e colori acidi, un bancone che sembra un’astronave. La gente, a quanto pare, viene attratta come da una calamita.
Per questo a fine dicembre il maestro Robert Hasinger apre un negozio specializzato a Roma in via dei Serpenti, ovviamente tirato su con materiali bioedili, dove venderà tutto il necessario per il feng-shui fai-da-te, dalla bussola, agli specchi, agli wind- chimes che sanno recuperare il "chi" in fuga, al lume-acquario portafortuna con i pesciolini plastificati che nuotano in verticale. Spiega Tiziana Cioccarelli, architetto specializzato nella materia: "Sono sempre di più i negozi italiani che si ispirano a questa teoria. I commercianti si sentono più sicuri con un progetto simile alle spalle. Perché far scorrere l’ energia significa spingersi in avanti, ottenere ottimi risultati soprattutto nei guadagni. Hasinger viene dall’Asia proprio per tenere corsi specifici anche sull’uso dei materiali".
Aggiunge Leonie Gane, che tiene workshop mensili sul tema dietro l’Appia ed è stata contattata dai commercianti romani di via Nemorense per orientalizzare il look di interni e vetrine: "La porta del negozio deve essere sempre orientata sulla data di nascita del padrone. Serve la presenza di un edificio dietro che copra le spalle (simbolo della tartaruga) uno più basso a destra (tigre) uno spazio aperto davanti. Ma attenzione, se una fontana in quest’area va bene, non funzionerà affatto nel lato sud- est perché provocherà il rovesciamento degli affari. Segreti del mestiere. La cosa fondamentale è il metodo "fliyng star" che fa scegliere al negoziante, con il quadrato magico dei calcoli, il flusso positivo del denaro".