Il segretario: salari bassi. Il premier: interverrò

12/12/2007
    mercoledì 12 dicembre 2007

      Pagina 19 – Politica

      Il nodo retribuzioni «Tanti silenzi su un problema drammatico». Lo staff di Prodi: sarà uno dei temi di gennaio

        Il segretario: salari bassi.
        Il premier: interverrò

          Enrico Marro

            ROMA — Walter Veltroni chiama, Prodi risponde. Il segretario del Pd sceglie di mettere al centro della politica economica del partito la questione salariale. E così facendo riprende il tema sul quale Cgil, Cisl e Uil hanno costruito la propria piattaforma e sulla quale sono pronte allo sciopero generale. Rilanciando ieri pomeriggio, con una conferenza stampa, la richiesta di interventi a sostegno delle retribuzioni, Veltroni manda un segnale preciso al premier Prodi: bisogna fare di più. In serata, Palazzo Chigi fa sapere: «Le questioni della povertà, dei salari, del potere d’acquisto delle famiglie vanno perseguite con la massima determinazione. Questo sarà uno dei temi di cui si parlerà a gennaio».

            Veltroni spiega ai giornalisti che la questione salariale è «drammatica per la vita di milioni di lavoratori: le famiglie hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese». La colpa, secondo il Pd, ovviamente è del precedente governo che non ha saputo controllare «gli effetti del passaggio all’euro», anche se si ammette che c’è un problema di bassa produttività e di crescita dell’economia. Ma per questo ci vogliono riforme strutturali, come le liberalizzazioni, che pure sono richiamate nel documento del Pd, ma che richiedono tempi medio- lunghi. Nell’immediato invece, «sui salari l’azione del governo dovrà perlopiù essere di natura fiscale».

            I provvedimenti «prioritari da attuare con urgenza» sono cinque: recupero del fiscal drag, più sconti fiscali sui salari di produttività, parità salariale tra uomo e donna, rinnovo rapido dei contratti, meccanismi meritocratici nel pubblico impiego. Poi, nei primi mesi del 2008, spiega Veltroni, il Pd terrà, a Torino o a Milano, una «Conferenza operaia», perché, «dopo anni di silenzio, si deve tornare a parlare della condizione operaia». Un’iniziativa che punta a coprire un’area che arriva fino alla sinistra radicale. Anche questo un messaggio chiaro a Prodi, proprio nel giorno in cui sul quotidiano

            l’Unità, un commento di Stefano Fassina, consigliere economico del viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, attaccava invece la piattaforma sindacale, accusandola di essere «fuori tiro» con la richiesta di un fisco più leggero sui salari. Veltroni, osservano soddisfatti i sindacati, ha rimesso le cose a posto. E Prodi annuncia che lo seguirà. Se il tavolo a Palazzo Chigi si avvicina, lo sciopero generale si allontana.
            Palazzo Chigi Lo staff di Romano Prodi ha fatto sapere: «Le questioni della povertà e dei salari vanno perseguite con la massima determinazione»